Daniil Kvjat è stato da poco annunciato come pilota collaudatore Ferrari per la stagione 2018, un posto di tutto rispetto che ha lasciato molti tifosi interdetti dopo la stagione travagliata del pilota russo.
Per Kvjat l’esperienza in Formula 1 degli ultimi anni non si è certamente rivelata come il sogno che, sicuramente, ha immaginato per tutta la sua vita. Il ragazzo nato a Ufa nel 1994 aveva debuttato in Formula Uno con la scuderia Toro Rosso nel 2014, prendendo il posto dell’australiano Ricciardo e impressionando il team con ottime prestazioni.
Una situazione fortuita, dovuta all’ingaggio di Daniel in Red Bull, che il russo ha saputo sfruttare con grande astuzia e che si è poi andata a ripetere nell’anno successivo con l’ingaggio in Red Bull, a fianco proprio di Ricciardo, dopo l’abbandono di Sebastian Vettel dalla casa madre del pilota.
Nel giro di due anni quindi Kvjat è riuscito a ottenere uno dei sedili più ambiti del mondo della Formula 1 e quello che, per tutta la vita, era stato il suo sogno: una monoposto competitiva nel panorama più importante delle corse internazionali.
Una carriera a dir poco sorprendente per il giovanissimo campione che ha vissuto una infanzia divisa tra la passione per i motori e i tanti trasferimenti: prima l’Italia, nell’amatissima Roma, poi Monaco.
È proprio nel nostro paese il suo primo approccio ai kart, quando nel 2009 concluse terzo la stagione di campionato europeo KF3 e secondo nella WSK international series.
Da queste prime esperienze kartistiche la famiglia del di Daniil capì l’incredibile potenziale del ragazzo e ci volle meno di un anno per vederlo salire a bordo della sua prima monoposto, nel campionato di Formula BMW Pacific con il team EuroInternational, a soli 16 anni.
I tre anni successivi, dal 2010 al 2013, furono anni di importanti passi avanti e di grandi soddisfazioni personali: dalla Toyota Racing Series alla Formula Renault, dalla GP3 alla Formula 3 europea.
Gli anni della svolta decisiva per la sua carriera furono però il 2014 e il 2015: il primo posto in Formula 1 con la Toro Rosso e il successivo passaggio alla Red Bull.
Due stagioni che sembravano indicare un enorme potenziale del ragazzo russo e l’avvio di una lunga e brillante carriera nel mondo della Formula 1, due stagioni che però ebbero dei retroscena complicati.
Il 2016 per Daniil Kvjat fu un anno da dimenticare: dopo una serie di incidenti, di cui venne ritenuto responsabile, e una serie di scontri verbali con i campioni delle scuderie maggiori, tra cui il pilota Ferrari Sebastian Vettel, Kvjat fu improvvisamente retrocesso al suo precedente sedile in Toro Rosso.
Una scelta che diete grande scandalo perché davvero inusuale nel mondo della Formula 1, che sicuramente rese il lavoro del russo più difficile. Al suo posto in Red Bull fu infatti presentato il giovanissimo Max Verstappen, che al suo esordio vinse il Gran Premio di Spagna 2016. Un brutto colpo per Kvjat che concluse la stagione cercando di riconfermare le sue abilità al volante.
Se il 2016 per lui è stato un anno dalle grandi difficoltà, il 2018 si è rivelato addirittura peggiore: il russo, dopo un altro inizio di stagione difficile, è stato nuovamente retrocesso e ha dovuto abbandonare le competizioni internazionali. Al suo posto è stato confermato, anche per la stagione 2018, il francese Pierre Gasly.
Un duro colpo che ha diviso il pubblico e ha fatto luce sulla mancanza di tatto da parte delle scuderie Red Bull e Toro Rosso nella gestione dei loro piloti, situazione che si è ripetuta più volte anche in passato con personaggi di spicco quali Vettel e, adesso, l’australiano Daniel Ricciardo.
Un comportamento che non solo ha visto l’esclusione definitiva del ragazzo dal mondo della Formula 1 ma che lo ha soprattutto macchiato in modo negativo per sempre: quello che fino a pochi anni prova doveva essere la giovane promessa russa nell’universo delle monoposto si è lentamente trasformato in un “torpedo”.
Questo è solo uno dei soprannomi con cui Kvjat è infatti stato additato e che hanno notevolmente contribuito alla sua dipartita da casa Toro Rosso-Red Bull.
Quando si tocca il fondo però, si sa, ci si rialza sempre. Ecco perché la notizia del ritorno del giovane russo nel panorama della Formula 1 ha destato tanto stupore quanta gioia.
Nel 2018 Daniil sarà impegnato niente meno con il team più ambito di tutto il mondo, la Ferrari, come pilota collaudatore durante tutta la stagione. Un ruolo sicuramente diverso da quello di pilota ufficiale ma sicuramente un’occasione per tornare a far vedere le capacità che ha sempre avuto e che in questi anni si sono nascoste dietro errori e retrocessioni.

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