Sei anni fa il dramma di Schumacher, la speranza non svanisce

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A file picture dated 13 January 2006 shows German then Formula One pilot Michael Schumacher posing for photographers in Madonna di Campiglio, Italy. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Sei anni fa oggi, la vita di Michael Schumacher cambiò per sempre dopo l’ incidente sugli sci avvenuto a Meribel, sulle Alpi francesi, che gli causò un gravissimo trauma cranico. Il campione rimase in condizioni critiche e gli venne indotto il coma dal personale medico della struttura, passarono mesi e mesi prima che potesse far ritorno alla sua dimora a Gland, sita nel cantone di Vaud a Ginevra.

Da allora, su Schumi cadde il silenzio, circondato dall’affetto delle famiglie, amici e staff medico. Da quelle pochissime notizie che sono trapelate in questi anni, diversi sono gli esperti di riabilitazione, tra fisioterapisti, infermieri e accompagnatori, che aiutano la famiglia nell’assistere Michael. “Niente è rimasto intentato per velocizzare la guarigione di Schumacher” ha scritto la Bild, riporta, tra le ulteriori cose, come gli venga fatto ascoltare il rombo del motore del suo vecchio bolide.

Dopo un blackout di anni di silenzio, nel 2019 vengono annunciate grandi novità: il campione sarebbe stato sottoposto, in un ospedale di Parigi, ad un trattamento sperimentale con cellule staminali. Ad eccezione di qualche breve parentesi da parte dei famigliare, su volontà di Michael, cadde di nuovo il silenzio sul suo stato di salute.

Schumacher compirà 51 anni il 3 gennaio e proprio oggi, è stata pubblicata una nuova pagina di social media intitolata  “KeepFightingMichael”, creata dal fan club del campione.
Il fan club utilizzare l’hashtag #KeepFighting per aumentare l’interesse mediatico sui social network. L’omonima fondazione della famiglia sta avviando raccolte fondi per la ricerca sulle lesioni cerebrali e del midollo spinale.

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