Sedentarietà cronica: disturbi e rimedi

L'epidemia di coronavirus, con conseguenti lockdown e restrizioni, sta aumentando i casi di sedentarietà cronica: una condizione che va combattuta per evitare l'insorgere di problemi di salute.

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Cause, conseguenze e rimedi della sedentarietà cronica.

L’epidemia di coronavirus, i lockdown e le restrizioni stanno inevitabilmente cambiando le nostre vite e abitudini. Questa condizione sta avendo degli effetti negativi sulla nostra salute, soprattutto a causa di un’eccessiva inattività fisica causata da didattica a distanza, limitazioni negli spostamenti e smart-working. Non a caso si sta diffondendo la sedentarietà cronica che comporta anche delle conseguenze gravi che comprendono diabete, malattie cardiovascolari e tumore al colon. Stando alle ultime ricerche, il 14,6% dei decessi deriva proprio da questa condizione, con un preoccupante bilancio di circa 90mila morti ogni anno.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel novembre del 2020 ha diramato delle nuove linee guida nelle quali ha affermato che una persona, per essere definita fisicamente attiva, deve svolgere ogni settimana almeno 300 minuti di esercizio fisico aerobico, mentre in precedenza il limite era stato stabilito a 150 minuti. Questo lasso di tempo dedicato al benessere psico-fisico può essere accumulato con delle lunghe camminate, ma anche con la corsa o con il movimento in bicicletta.

Omar Gatti, dottore in Scienze motorie di BikeItalia, ha affermato che il problema maggiore è “lo stare seduti in maniera prolungata”. Lo specialista nei prossimi giorni interverrà al convegno online di MobilitARS, durante il quale si discuterà dello sviluppo sostenibile delle città e anche dell’importanza del movimento e dell’attività fisica. Il dottor Gatti a Vanity Fair ha spiegato che la sedentarietà cronica, alla lunga, può comportare: “Un aumento dell’infiammazione localizzata, una riduzione dell’assorbimento di zuccheri e grassi nel sangue e un accumulo di adipociti (le cellule del grasso) tra gli organi”.

I danni della sedentarietà cronica

Sono diverse le ricerche mediche internazionali che consigliano, per aumentare il tempo dedicato al movimento, di usare la bicicletta o di recarsi a piedi al lavoro, cercando così di ridurre ai miniti termini l’utilizzo dell’automobile. Il problema però è che in questo periodo di pandemia, anche per lavorare spesso non ci si muove da casa, e lo smart-working (o la didattica a distanza) creano un circolo vizioso letto-sedia-divano-letto dannoso per la nostra salute.

Guardando all’Italia, l’Istat nel 2018 (quindi ben prima dell’emergenza sanitaria) ha evidenziato che il 50% degli italiani compresi fra i 18 e i 69 anni può essere definito cronicamente sedentario o parzialmente inattivo. Il 30% di queste persone risulta anche in sovrappeso o obeso. La sedentarietà cronica è un disturbo che si riscontra maggiormente durante la terza età quando cala l’interesse per l’attività fisica, si tende a mangiare meno frutta e verdura, e tutto ciò comporta dei problemi di peso.

Questi dati rischiano di incrementarsi ulteriormente con l‘immobilismo provocato dalla pandemia di Covid-19. La situazione italiana è poco rassicurante anche per quanto riguarda i minori. Vengono segnalati in crescita i numeri relativi all’obesità tra i bambini che vanno dai 6 ai 9 anni, e tutto ciò può comportare l’insorgere di disturbi e patologie in età adulta come diabete, infarto acuto del miocardio, tumori e osteoporosi.

L’utilità degli esercizi fisici

Il rimedio principale per scongiurare il pericolo della sedentarietà cronica è quello di dedicarsi all’attività fisica. Il movimento infatti comporta diversi benefici per il sistema nervoso. Ad esempio, favorisce il rilascio di determinati peptidi antinfiammatori che sono utili nel puntellare le risposte difensive del cervello ai radicali liberi. Inoltre l’esercizio permette una migliore ossigenazione del cervello e, in più, va ad innalzare il livello di attenzione e di presenza mentale.

Come evitare esaurimento nervoso da smart working

Un altro aspetto positivo dell’attività motoria è il rilascio di endorfine, neurotropine ed endocannabinoidi, neurotrasmettitori che rappresentano un toccasana per l’umore, allontanando il rischio di cadere in ansia e depressione. Importante è anche il ruolo dell’ormone Brain derived grown factor (BDGF) che va a rafforzare la guaina mielinica del cervello, perfezionando anche le connessioni sinaptiche. Infine non bisogna sottovalutare il fatto che, quando ci si dedica ad un esercizio fisico, ci si concentra esclusivamente su di esso, allontanandosi quindi per un po’ di tempo da angosce, paure e timori che spesso ci accompagnano in questo periodo complicato, garantendo al nostro umore un pizzico di distrazione e relax.

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