Secondo la Bce, ancora estrema prudenza per i dividendi

0
735

La Bce “chiede alle banche di evitare o limitare la distribuzione di dividendi fino al 30 settembre 2021”, con un limite fissato al 15% degli utili cumulati 2019-2020 e di un massimo di 20 punti base di capitale Cet1

Estrema Prudenza

Il Consiglio di Vigilanza della Bce  ha ribadito alle banche la raccomandazione di estrema prudenza,  per quanto riguarda dividendi e buyback fino al 30 settembre 2021. Da quella data, e solo in assenza di sviluppi avversi ad oggi imprevedibili, la Bce sarebbe propensa ad abrogare la raccomandazione.

Le banche italiane potrebbero distribuire 1,5 miliardi circa

Per il mercato italiano le aspettative, prima delle restrizioni “suggerite” della Bce, erano in favore della distribuzione di 3600 milioni di euro circa di dividendi, adesso si ragiona invece su una cifra che è la metà circa della stima iniziale. Su questo tema si innesta poi quello delle fusioni e delle eventuali acquisizioni, tema molto di moda negli ultimi mesi che ha visto già alcune mosse importanti come quella di Intesa Sanpaolo che ha incorporato Ubi Banca. Proprio per preservare la liquidità necessaria a fare le proprie eventuali mosse Banco Bpm potrebbe decidere di non pagare un dividendo nel 2021.In ogni caso le banche che vorranno procedere con la distribuzione di dividendi e/o riacquisto di azioni proprie dovranno avere un solido profilo patrimoniale. Inoltre agli istituti è suggerito di non procedere alla distribuzione provvisoria dei dividendi a valere sull’utile relativo al 2021.

Rendimento limitato al 2% nel 2020

Intesa Sanpaolo avrebbe calcolato un rendimento medio del 2% per il gruppo di banche seguite dai suoi analisti, alle stesse conclusioni è arrivata Fidentiis partendo dall’ipotesi di un payout del 20%. Per gli esperti di Fidentiis, se il criterio di distribuzione fosse quello dei 20 punti base di Cet1, il dividend yield salirebbe al 2,4%. I dividendi più interessanti sarebbero quello di Mediobanca, superiore al 4%, e di Banco Bpm (che però come detto potrebbe decidere di non distribuirlo), anche questo superiore al 4%. Interessante anche il rendimento di Credem, vicino al 3,5%. Equita Sim ha calcolato che Intesa Sanpaolo potrebbe distribuire un dividendo per un massimo di 0,04 euro, corrispondente ad un rendimento dell’1,8%, molto meno dei 0,14 euro che potrebbe distribuire in assenza dei vincoli della Bce. Nel caso di Mediobanca il dividendo dovrebbe ammontare a 0,24 euro, equivalenti ad un rendimento del 3,3%, a fronte di una previsione di 0,54 euro.

2% anche per gli istituti minori

Per quello che riguarda gli istituti minori Equita calcola 0,09 euro per Credem (rendimento del 2%) invece di 0,20 euro precedentemente stimati, 0,24 euro per Creval (rendimento del 2%). E’ evidente che se le cose dovessero migliorare le banche più sane potrebbero decidere poi di pagare dividendi più alti dopo la scadenza del settembre 2021.

La BCE pensa ad una soluzione per la crisi economica “denaro dagli elicotteri”