Altri due bombardieri russi TU -95 si sono avvicinati, martedì scorso, a quarantuno miglia dalle coste dell’Alaska. Sono stati intercettati subito dai jet statunitensi e scortati fuori dallo spazio aereo americano.

Lo stesso episodio si era verificato, nella medesima zona, nelle ventiquattro ore precedenti. Mosca ha ripreso così queste azioni provocatorie, dopo una pausa che è coincisa con l’inizio dell’Amministrazione guidata da Donald Trump. I rapporti tra quest’ultimo e Vladimir Putin sono decisamente peggiorati, in particolare dopo il raid missilistico del Pentagono contro una base militare siriana in risposta all’uso di armi chimiche avvenuto, secondo l’Occidente, ad opera del Rais Bashar al Assad.

La Francia ha dichiarato, intanto, che mostrerà presto le prove, raccolte dalla sua intelligence, che dimostrano il coinvolgimento, in tutto questo, del Regime di Damasco. La Siria, secondo Israele, nasconderebbe ancora da una a tre tonnellate di sostanze, proibite dalla Convenzione di Ginevra, nonostante le rassicurazioni, del Cremlino e delle autorità locali, in merito al loro completo smantellamento.

Questa crisi, insieme a quella nordcoreana, minaccia seriamente la pace globale e l’ordine internazionale costituito al termine della seconda guerra mondiale.

 

 

 

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