Sea Watch denuncia Naufragio migranti tra Malta e Tripoli: ci sono molte vittime

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La ong in un tweet parla di quattro gommoni alla deriva con 250 a bordo. Uno si sarebbe rovesciato. Per i 156 della Alan Kurdi pronta la nave quarantena. Poi trasferiti in Germania

Numerose persone sarebbero morte in mare in seguito al naufragio tra Malta e Tripoli. Lo denuncia in un tweet Sea Watch, spiegando che “250 persone erano alla deriva da ieri su 4 gommoni”, che avevano a bordo un numero variabile tra 47 e 85 persone, e che una di queste imbarcazioni si è capovolta e le persone sono naufragate. I quattro gommoni – uno con 72 persone a bordo, uno con 47, uno con 55 e l’ultimo con 85 – sono stati segnalati ieri a Sea Watch da Alarm Phone, il servizio telefonico per i migranti in difficoltà.

Era stata Sea Watch a chiedere l’intervento del Commissario europeo per i diritti umani “per chiarire che i diritti delle persone salvate in mare devono essere garantiti a prescindere da quale sia la nave che li soccorre”. L’ong ha quindi spiegato che l’agenzia europea Frontex ha oggi segnalato i barconi in mare, di cui uno capovolto. “Lasciati morire soli nel giorno di Pasqua da un’Europa che parla a vuoto di solidarietà verso le persone che soffrono”: il commento di Sea Watch.

Intanto si va verso una soluzione per i 156 migranti soccorsi dalla Alan Kurdi, che non sbarcheranno in un porto italiano, ma verrà individuata – con il supporto della Guardia costiera – una nave sulla quale saranno trasferiti nelle prossime ore per la quarantena ed i controlli della Croce Rossa italiana e delle autorità sanitarie locali. Lo prevede un provvedimento firmato dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, su richiesta della ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli. La nave della ong tedesca Sea Eye si trova al largo delle coste occidentali della Sicilia.

“L’intervento di natura umanitaria – prosegue – non può avvenire con lo sbarco presso i porti italiani, a causa della forte pressione organizzativa e sanitaria, in questa fase emergenziale da Covid 19. Pressione che renderebbe complesso affrontare l’accoglienza in piena sicurezza per i soccorritori e per le persone soccorse. Tale intervento – conclude il Mit – avviene, inoltre, nel pieno rispetto delle regole vigenti per gli italiani in Italia e per gli italiani che rimpatriano, nonché a seguito della Dichiarazione sui porti italiani ai sensi della convenzione di Amburgo”.

Da fonti del Viminale si apprende che il governo “non ha fatto mancare l’assistenza umanitaria ai migranti a bordo della Alan Kurdi, nello spirito di solidarietà gia mostrato in tutte le altre precedenti occasioni”, e che, in questi giorni, sono in corso contatti continui con il ministero dell’Interno tedesco, che ora ha manifestato la concreta disponibilità ad una loro ricollocazione, dopo un iniziale rifiuto di accoglierli.

A Pozzallo, in mattinata, ha attraccato anche un gommone con un centinaio di migranti. Sono tutti uomini. Lo sbarco è iniziato e, intorno alle 13, una ventina di persone sono state già controllate e sottoposte al controllo della temperatura.

Il problema sarà il collocamento dei migranti perché il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna, che si trova in banchina, chiede alle autorità competenti di trovare un centro dove ospitarli “perché nell’hot spot dove c’è un migrante egiziano di 15 anni in isolamento perché positivo al coronavirus non potranno andarci”.

Il sindaco, quando è stato segnalato il gommone a tre miglia dalla costa siciliana, aveva dichiarato: “È senza dubbio la nuova strategia dei trafficanti, che molto probabilmente hanno trasferito da una nave madre ad una imbarcazione più piccola tanti poveri disperati. Nell’hot spot ci sono già 50 migranti oltre a quello contagiato, mi batterò con tutte le mie forze perché siano trasferiti altrove”.

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