Se il COVID19 è colpa degli omosessuali. Il caso di Ghana e Ucraina

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In un’epoca di crisi sanitaria ed economica globale come quella attuale c’è nel mondo chi non perde tempo a dare colpa della situazione alla comunità omosessuale definendo il COVID19 come una punizione divina.

Sono al momento due le dichiarazioni pubbliche, la prima in Ucraina e la seconda in Ghana, ad affermare che la prima pandemia dell’era digitale è frutto di una vendetta di Dio per l’evoluzione dei costumi sociali.

A sostenere pubblicamente per primo questa tesi è stato il patriarca della Chiesa ortodossa ucraina Filaret che durante il programma “Onestamente con Tasha Trofomovia” ha affermato “i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono la prima e principale causa del coronavirus. (…) Dio bruciò Sodoma e Gomorra” respingendo inoltre le accuse di mancanza di attenzioni durante le comunioni nelle chiese del paese dove viene, per tradizione, usato un unico cucchiaio per tutte le persone “Ora si pone il problema se sia possibile fare la comunione usando un unico cucchiaio. Ma io v faccio questa domanda: Voi credete che questo è il corpo e il sangue di Cristo? Se non credete, non fate la comunione. Ma se credete, è davvero possibile essere contagiati da questo virus a causa di Cristo?”.

In un altro continente, in Africa, un altro leader religioso, lo sceicco Amin Bonsu a capo della Ghana Muslim Mission, ha espresso sentimenti simili a quelli del patriarca Filaret.
Nel paese, dove al momento ci sono 137 casi positivi confermati e 4 morti, ha preso vita la Giornata nazionale di preghiera e digiuno indetta dal presidente Nana Akufo-Addo per chiedere a Dio di proteggere la nazione e salvare la popolazione dalla pandemia. Un’invito rivolto all’unione di tutte le comunità del paese. L’imam capo del Ghana, il 97 enne Osmanu Nuhu Sharubutu, ha invitato la popolazione ad osservare un secondo giorno di preghiera. Ed è proprio in questa occasione che Amin Bonsu ha diramato lo scorso 25 marzo un comunicato in cinque punti, uno dei quali (il quarto) afferma: “E’ importante per noi riconoscere i nostri peccati contro il mondo, in particolare gli atti più abominevoli come omosessualità, lesbismo, transgenderismo, distruzioni di bacini idrici e foreste“.

Queste due dichiarazioni sono in linea con la forte omofobia principalmente legata al potere religioso e politico di questi due paesi (per approfondire consultate il sito di ILGA, la federazione internazionale delle associazioni LGBTI che annualmente prepara un report sull’omofobia e transfobia di ogni paese) e rientrano perfettamente all’interno d una strategia di screditamento di una minoranza, in questo caso sessuale e/o di genere, in nome di Dio. Comportamenti, che al di la di come la si pensi rispetto ai diritti riconosciuti alla comunità omo, bi, transessuale, sono assolutamente lontani rispetto allo spirito di vicinanza e solidarietà che le persone dovrebbero adottare tra loro in questi tempi di paura e ansi a livello globale.

Lo sceicco Amin Bonsu

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