Il progetto del governo Scuole sicure, dopo un’iniziale fase di sperimentazione, è pronto ad entrare nel vivo a partire dall’anno scolastico 2019/2020. Il Ministero dell’Interno, tramite un comunicato ufficiale pubblicato sul sito istituzionale, ha fatto sapere che, dati gli ottimi risultati riscontrati durante il periodo di prova, l’iniziativa volta a contrastare lo spaccio e il consumo di droghe nei pressi degli istituti scolastici è stata confermata e verrà ulteriormente rilanciata nei prossimi mesi.

Il titolare del Viminale, Matteo Salvini, ha dato dunque il via libera al bando 2019/2020 di Scuole sicure, stanziando poco più di 4 milioni di euro. La proposta è rivolta in particolare a 100 Comuni italiani che sono già stati individuati e selezionati, e che entro la fine di maggio dovranno provvedere al completamento di tutti gli adempimenti necessari e alla presentazione dei relativi progetti. Il contributo erogato dal governo dovrebbe basarsi su una quota fissa di 20mila euro uguale per tutti, alla quale si andrebbe ad aggiungere un’altra somma variabile, proporzionata al numero di residenti alla data del 1° gennaio 2018.

Scuole sicure: varato il bando 2019/2020.

Le scuole che verranno coinvolte nell’iniziativa dovranno impegnarsi nell’installazione di sistemi di videosorveglianza (a meno che non abbiano già usufruito di qualche altra contribuzione pubblica), nell’assunzione a tempo determinato di agenti di polizia locale, ai quali andranno anche versate le eventuali prestazioni di lavoro straordinario. Inoltre dovranno dotarsi di tutti gli strumenti atti alla realizzazione di campagne d’informazione e sensibilizzazione per prevenire e soprattutto contrastare il drammatico fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nelle vicinanze degli edifici scolastici.

Infine, sottolineando di essere intenzionato a portare avanti questa difficile battaglia, il Ministero dell’Interno ha anticipato che, stante l’ampia adesione a Scuole sicure e l’alto numero di istituti presenti nelle varie città italiane, i 4 milioni di euro stanziati rappresentano solo un «anticipo».

Scuole sicure: i risultati raggiunti quest’anno

Il rinnovo e l’ulteriore ampliamento del raggio d’azione di Scuole sicure da parte del Viminale deriva dagli ottimi numeri fatti registrare dalla prima fase di sperimentazione. Questa è stata introdotta mettendo a disposizione una cifra complessiva di 2,5 milioni di euro (fondi provenienti dal Ministero dell’Interno per la tutela della sicurezza) e coinvolgendo 15 capoluoghi di provincia, ovvero: Bari (Puglia), Bologna (Emilia Romagna), Catania, Messina, Palermo (Sicilia), Firenze (Toscana), Genova (Liguria), Milano (Lombardia), Napoli (Campania), Padova, Venezia, Verona (Veneto), Roma (Lazio), Trieste (Friuli Venezia Giulia), Torino (Piemonte).

Il Viminale ha comunicato i risultati della prima fase di Scuole sicure.

Dall’elenco ufficiale si apprende che, con l’introduzione dell’iniziativa del governo in queste realtà, è stato possibile innanzitutto sequestrare 13,4 chili di droga (eroina, hashish, marijuana, ecstasy e cocaina) e arrestare 21 persone. Gli istituti scolastici coinvolti sono stati 340, mentre sono state comminate 700 multe e sono scattate 33 denunce. Infine è stato possibile garantirsi l’azione e l’impegno nelle vicinanze delle scuole di 17mila forze dell’ordine tra agenti di polizia e polizia locale, mentre in totale sono stati attivati 8.000 servizi d’informazione e prevenzione contro il ricorso alla droga.

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