Scuole: dall’ultimo DPCM, alla maturità in presenza e ai nuovi scenari ipotizzabili

Non solo Zaia, ma anche la ministra Certan della valle d’Aosta non si arrende all’idea di riaprire le scuole a maggio. Ma il Premier Conte e il Ministro Azzolina non lasciano dubbi. Si torna a scuola a settembre.

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La Valle d’Aosta non si arrende. L’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Chantal Certan ipotizza un progetto pilota per riaprire dopo il 17 Maggio. Secondo l’assessore Certan, l’ipotesi è ancora valida anche dopo il nuovo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Conte. “Noi ci stiamo preparando a tutti gli scenari possibili. La nostra scuola potrebbe pensare ad una eventuale riapertura dopo il 17 maggio, magari con classi dimezzate e orari ridotti” spiega Certan. “Sulla riapertura il premier Conte ha detto ‘presumibilmente a settembre’, ma il Dpcm che ha firmato parla di una chiusura fino al 17 maggio, lasciando ancora aperta una possibilità e noi vorremmo farci trovare pronti. Per questo abbiamo iniziato la programmazione sia nell’ipotesi di apertura a settembre, ma anche di un eventuale progetto pilota per rientrare adesso: le nostre scuole di montagna e il nostro territorio ce lo permetterebbero”.

Chiusura scuole fino a Settembre

Nella conferenza stampa di domenica 26 aprile, dedicata alla presentazione della delicatissima Fase 2, il Premier Conte annuncia che la chiusura delle scuole si protrarrà fino a settembre. In una relazione tecnica consegnata al governo da parte dell’Istituto Superiore della Sanità e il comitato tecnico-scientifico, viene delineato infatti un possibile scenario ove a fronte di una riapertura delle scuole a maggio, l’indice di contagio R0 potrebbe tornare a posizionarsi sopra il valore 2 e le terapie intensive raggiungerebbero la saturazione entro giugno.

DPCM 26 aprile 2020

Il DPCM 26 aprile 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 108 del 27 aprile 2020 parla chiaro: fino al 17 Maggio “sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’art. 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza. Sono esclusi dalla sospensione i corsi di formazione specifica in medicina generale. I corsi per i medici in formazione specialistica e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza. Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa.”

Decreto Scuola 2020

Il decreto 8 aprile 2020 n.22, il cosiddetto decreto Scuola 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore giovedì 9 aprile, reca le “Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato”. Il decreto stabilisce che, con una o più ordinanze del Ministro dell’Istruzione, possono essere adottate, per l’anno scolastico 2019/2020, specifiche misure sulla valutazione degli alunni e sullo svolgimento degli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione, seppur con dei limiti. Nel decreto vengono ipotizzati due scenari per un eventuale rientro in classe prima o dopo il 18 Maggio. Nel caso in cui l’attività didattica in presenza non riprenda entro il 18 maggio 2020, o per ragioni sanitarie non possano svolgersi esami in presenza, si stabiliscono le modalità, anche telematiche, della valutazione finale degli alunni, compresi gli scrutini finali.

Esami scuola secondaria di I grado

Il decreto prevede che il Ministero possa, con provvedimento specifico, modificare l’impianto dell’esame. Se sarà possibile farlo in presenza, potrà essere semplificato. Altrimenti si procederà con la valutazione finale da parte del Consiglio di classe, prevedendo la consegna anche di un elaborato da parte degli studenti. In ogni caso ci sarà una valutazione seria e corrispondente all’impegno degli alunni.

L’esame di Stato

Il decreto stabilisce anche la sostituzione dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione con la valutazione finale da parte del consiglio di classe, che tiene conto anche di un elaborato del candidato. Si decide inoltre l’eliminazione delle prove scritte e la sostituzione con un unico colloquio per l’esame di stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, cioè per il più comunemente noto esame di maturità. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio di 60/100 per ottenere il diploma. Ai fini dell’ammissione dei candidati agli esami di Stato, si prescinde dal possesso dei requisiti normalmente richiesti, quindi tutti sono automaticamente ammessi agli esami.

Sempre nel decreto scuola 2020 è riportato che non ci sarà il meccanismo dei debiti alla secondaria di secondo grado. All’inizio di settembre sarà possibile, per tutti i cicli di istruzione, recuperare e integrare gli apprendimenti: ciò che non è stato appreso, o appreso in parte quest’anno, potrà essere recuperato e approfondito. Per l’anno 2020/2021, nel caso in cui non si tornasse a scuola a settembre, il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, che diventa dunque obbligatoria per tutte le scuole.

Mascherine alla maturità

Si lavora dunque per consentire l’esame di maturità in presenza con mascherina. I dispositivi di protezione faranno infatti la loro apparizione anche il giorno della maturità che avrà inizio il 17 giugno. Se, come sembra ormai certo, si svolgerà in presenza, i sei commissari interni, quello esterno e il maturando, indosseranno le mascherine e il colloquio durerà circa un’ora. Questo è lo scenario ipotizzato in vista dell’esame, in attesa di un’ordinanza del Ministero dell’Istruzione.

Azzolina, diretta live

Durante la diretta live su Skuola.net di mercoledì 29 aprile, il Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina conferma il via della maturità previsto per il 17 giugno, senza scritti ma con un maxi-orale in presenza, pur garantendo la sicurezza di tutti. Un sistema di punteggio rivisto che valorizzi soprattutto il percorso scolastico. L’orale varrà fino a 40 crediti, il percorso di studi fino a 60. L’esame orale partirà da un argomento concordato con i professori. Per i ragazzi di terza media ci sarà soltanto da preparare «una tesina». Durante il live con gli studenti, la ministra non manca di confermare la necessità di un rientro in classe a settembre e di commentare l’efficacia della didattica a distanza. “A settembre si deve assolutamente ritornare. Stiamo pensando a diverse opzioni, spero nei prossimi giorni di dare maggiori dettagli. La scuola è uno dei primi pensieri non solo del Ministro dell’Istruzione ma dell’intero governo. Vogliamo che si possa tornare nella massima sicurezza. Oggi non c’erano purtroppo le condizioni per farlo. Ma a settembre noi vogliamo risentire il suono delle campanelle nelle nostre aule”. Per ciò che concerne la didattica a distanza, la ministra dichiara: “Mi sono detta: Se gli studenti non possono andare a scuola è la scuola che deve andare da loro. Abbiamo dato tantissimi device ai ragazzi, abbiamo lavorato sulla connettività e stiamo ancora lavorando affinché nessuno rimanga indietro. Ovviamente la didattica a distanza non può sostituire quella in presenza, ma era l’unico modo per stare al fianco degli studenti”.

Molte famiglie senza pc e connessione

Di altro avviso sono invece molte famiglie che non possiedono un computer. Da un recente studio Istat è emerso infatti che un terzo delle famiglie italiane non ha un computer. La percentuale sale al 41% se si guarda al sud, dove tocca il 46% in Calabria e il 44 % in Sicilia. Un dato preoccupante se si pensa all’unica forma di didattica attuabile in questi giorni, ovvero la didattica a distanza.

Anche la Francia rallenta

Dunque rinvio dell’apertura delle scuole non soltanto in Italia, ma anche la Francia ha dovuto apportare alcune modifiche al disegno di riapertura scuole previsto per maggio, a causa di un rischio di contagi di ritorno molto concreto. Emmanuel Macron insiste per riaprire le scuole al più presto contro il parere della maggioranza del Consiglio Scientifico. Nessun perplessità invece per Mattarella per ciò che concerne la chiusura delle scuole fino a settembre. Secondo il Presidente della Repubblica “L’insegnamento è un esercizio di libertà, sospenderlo rappresenta una ferita per tutti. La pausa scolastica farà sì che gli studenti apprezzino di più il valore dell’istruzione”.

https://www.periodicodaily.com/europa-riaperture-responsabili/

E per i più piccoli?

La ministra Azzolina ha partecipato martedì 28 aprile alla videoconferenza convocata dalla ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Elena Bonetti, riunione tenutasi con Nunzia Catalfo e Vincenzo Spadafora, la sottosegretraria alla salute Sandra Zampa e i rappresentanti degli enti locali, ANCI e UPI per discutere sulle modalità per consentire ai bambini di uscire dall’isolamento casalingo dovuto al lockdown e per dare un aiuto concreto ai genitori in procinto di rientrare al lavoro. L’ipotesi è l’organizzazione di attività in piccoli gruppi presso i parchi già da maggio, e l’attivazione dei centri estivi negli oratori e nei cortili delle scuole da giugno.

Non resta che attendere le disposizioni ufficiali. Il testo dell’ultimo DPCM conferma la sospensione anche dei servizi per l’infanzia, fino al 17 maggio. Ma pediatri, pedagogisti  e neuropsichiatri infantili mettono in guardia sui danni psicofisici dovuti alla prolungata limitazione ai bambini di giocare e socializzare.

Durante l’ultima seduta alla Camera, ieri il Premier Conte si è espresso in merito ed ha evocato la possibilità di riaprire, in modalità sperimentale, nidi e scuole dell’infanzia, oltre ai centri estivi ed altre attività ludiche destinate ai bambini.

Per il momento una sola certezza, fino a 6 anni i bimbi non dovranno portare la mascherina.

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