Scuola materna obbligatoria: il governo sta per varare la svolta

0
231
Dal 2023 scuola materna obbligatoria.

Il governo giallorosso sta lavorando all’introduzione di una riforma destinata a cambiare profondamente i criteri d’accesso al mondo dell’istruzione. La maggioranza PD-M5S, infatti, sta pensando di dare il via libera alla scuola materna obbligatoria. Dunque, se attualmente l’obbligo scatta per i bambini di 6 anni (istituti elementari) con la riforma il limite verrebbe ulteriormente abbassato a 3 anni, cambiando profondamente le regole d’ingresso ai percorsi formativi e didattici.

Stando ai dati statistici raccolti di recente, il 5% dei bambini italiani non è mai andato all’asilo. Di solito, ciò avviene per scelta dei genitori oppure perché non è possibile trovare dei posti disponibili. In alternativa, ci sono alcune famiglie che si vedono costrette a virare verso le paritarie, infatti in questo caso i numeri sono piuttosto alti anche rispetto alla scuola pubblica. In altre parole, per il momento la scuola materna statale vanta circa 900mila iscritti complessivi, mentre quella privata arriva a superare il mezzo milione.

Come dovrebbe cambiare la scuola materna.

Il governo ritiene che sia importante varare la scuola materna obbligatoria perché in tal modo si consentirebbe ad un maggior numero di bambini l’accesso, anche e soprattutto perché gli enti pubblici prevedono il versamento di quote più basse rispetto agli istituti privati. Di conseguenza, molte famiglie potrebbero tirare un sospiro di sollievo, poiché ad esempio l’asilo pubblico non comprende il versamento di una retta, mentre si può scegliere di pagare la mensa per il tempo pieno, e in tal caso i costi si aggirano intorno ai 50-100 euro mensili. Invece, chi opta per la scuola paritaria, deve spendere almeno fra i 200-350 euro, non dimenticando che in alcune città ci sono dei prezzi ben più alti.

La scuola materna obbligatoria dovrebbe partire nel 2023

Il quotidiano Il Messaggero ha raggiunto la viceministra dell’Istruzione Anna Ascani, la quale ha chiarito i motivi per i quali si sta lavorando per introdurre la scuola materna obbligatoria. L’esponente del MIUR ha innanzitutto chiarito che non si tratta di un vero e proprio obbligo scolastico, ma di assicurare a tutti i bambini il diritto di andare a scuola a partire dai 3 anni per far sì che possano diventare parte integrante di «questo primo step della formazione e dell’educazione».

Ingresso a scuola: alle 8 può provocare scarsa attenzione e obesità

D’altronde, solitamente i piccoli studenti che partono dalle scuole dell’infanzia hanno meno problematiche nel portare avanti il percorso di studi. La viceministra, proseguendo nelle sue dichiarazioni, ha aggiunto che per il governo rappresenta un dovere quello di assicurare a tutti i bimbi l’accesso scolastico, anche a quelli provenienti da famiglie meno fortunate sia sotto il profilo economico che sociale, giacché nella maggior parte dei casi sono proprio i nuclei familiari meno abbienti a non poter assicurare ai rispettivi figli l’approdo agli enti scolastici fin dall’asilo.

Anna Ascani, viceministra dell’Istruzione.

Anna Ascani ha anticipato che la maggioranza ha intenzione di abbassare l’obbligo scolastico a 3 anni entro la fine dell’attuale legislatura, ovvero per il 2023. Inoltre ha rassicurato le scuole paritarie, una risorsa importante per il nostro Paese, le quali non resteranno affatto escluse dalla riforma poiché spesso garantiscono servizi efficaci anche e soprattutto laddove mancano degli istituti scolastici pubblici. Quindi, l’obiettivo del governo è quello di: «Attivare convenzioni come già accade per gli asili nido nei singoli comuni».

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here