Scuola, il dl è diventato legge. Ecco le novità

Il dl scuola è diventato legge: l'approvazione alla Camera con 245 voti favorevoli

0
329

Approvato dalla Camera il decreto legge sulla scuola, diventando definitivamente legge e definendo alcuni punti per il rilancio della scuola pubblica e privata. Il decreto, emanato due mesi fa per far fronte all’emergenza sanitaria e alla situazione di lockdown di tutto il Paese, è stato approvato con 245 voti favorevoli e 122 contrari, dopo una seduta fiume iniziata nel pomeriggio di giovedì. La seduta è stata interrotta ogni 3 ore per gli interventi di sanificazione dell’Aula e ha visto il susseguirsi di molte dichiarazioni di voto prima di passare alla valutazione finale, arrivata questa mattina. Le forze di opposizione, in particolare Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, hanno protestato in Aula e hanno allungato la lista delle dichiarazioni di voto.

alt="dl scuola legge"

La bagarre politica che ha rischiato di far saltare il decreto

La Camera dei deputati è stata teatro di una vera e propria bagarre politica che ha rischiato di far saltare il dl scuola e, con esso, gli esami di maturità di quest’anno. Il decreto è stato portato alla Camera quasi alla scadenza dei 60 giorni e l’opposizione ha basato la propria protesta sia su questo ritardo che sui contenuti del dl, in particolare le disposizioni relative ai concorsi per l’assunzione dei docenti. Molte sono state le richieste di prendere la parola per le dichiarazioni di voto da parte dei deputati Fdi, Lega e Forza Italia, proprio con l’intento di rimandare la votazione e di dare una spallata al governo mettendo in difficoltà la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina.

La tensione è salita alle stelle in particolare quando i deputati leghisti hanno innalzato uno striscione con scritto “Azzolina bocciata”. Questo comportamento è stato definito “irresponsabile” e “incosciente” da Vito Crimi e dal resto della maggioranza. Da qui è scaturito il passo indietro da parte di Fdi, il cui vicecapogruppo alla Camera, Tommaso Foti, ha preso le distanze dalle dure proteste della Lega, affermando: “se avessimo voluto fare ostruzionismo ora saremmo ancora alla discussione generale”.

alt="dl scuola legge"

Il voto finale: il dl scuola è legge

Dopo quasi 72 ore di seduta alla Camera, il decreto scuola è passato finalmente alla votazione, che ha visto la sua approvazione con 245 voti favorevoli e 122 contrari. C’è ancora molto da fare per rilanciare la scuola e l’attività scolastica dopo questa chiusura totale. “Il provvedimento” ha detto la ministra Azzolina “è nato in piena emergenza e consente di chiudere regolarmente l’anno scolastico. Ora definiamo le linee guida per settembre, per riportare gli studenti a scuola in presenza e in sicurezza”. Resta invece negativa la valutazione della nuova legge da parte della Lega, che sostiene che sia inutile e che “contribuirà esclusivamente ad aumentare il caos a settembre anche nelle scuole”.

Le novità del dl scuola convertito in legge

Il dl scuola, ufficialmente convertito in legge, definisce alcuni importanti punti per l’attività scolastica, in particolare per la chiusura dell’anno scolastico 2019/2020. L’attenzione si è concentrata maggiormente sugli esami conclusivi del I e del II ciclo, ovvero per le scuole medie inferiori e per le scuole medie superiori. Per le prime è stato definito un esame in forma semplificata, che consisterà nella valutazione dello studente da parte del Consiglio di classe sulla base dell’andamento durante l’anno scolastico e su un elaborato consegnato e discusso online da ciascuno studente. Per quanto riguarda l’esame di maturità per le scuole medie superiori, invece, è stata confermata la metodologia anticipata qualche settimana fa dalla ministra Azzolina: gli studenti non sosterranno prove scritte, ma un’unica prova orale in presenza.

alt="dl scuola legge"

Durante il passaggio del dl in Senato sono state aggiunte alcune misure che riguardano i candidati privatisti che dovranno sostenere l’esame del II ciclo a settembre. Nel dl convertito in legge è stato stabilito che in attesa di conseguire il diploma a settembre i privatisti potranno partecipare con riserva alle prove di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso e ad altre prove previste dalle università. Sarà consentito loro di partecipare con riserva anche ai concorsi pubblici, alle selezioni e alle procedure di abilitazione per le quali è richiesto il diploma di II grado.

Valutazione e studenti disabili

Altre misure del dl scuola riguardano i sistemi di valutazione per la scuola primaria e le tutele per gli studenti con disabilità. Alle elementari dal prossimo anno torneranno i giudizi descrittivi al posto dei voti in decimi. In questo modo si vuole istituire un sistema a dimensione formativa di valutazione. Inoltre c’è stata un’attenzione particolare agli studenti con disabilità, che potrebbero uscire molto svantaggiati da questo blocco scolastico. Se le famiglie di alunni con disabilità ne fanno richiesta, i dirigenti scolastici potranno consentire la reiscrizione dell’alunno al medesimo anno di corso frequentato nell’anno scolastico 2019/2020. In questo modo i ragazzi potranno recuperare il mancato conseguimento degli obiettivi didattici e inclusivi per l’autonomia che erano stati stabiliti nel proprio Piano educativo.

Concorsi ed edilizia scolastica

Cambiamenti anche per quanto riguarda i concorsi per la scuola secondaria di I e II grado. Le prove non saranno più a crocette ma a risposta aperta e saranno eseguite al computer. La prova sarà diversa per ciascuna classe di concorso. Compatibilmente con l’andamento della pandemia, le prove concorsuali per 32 mila docenti saranno fissate subito dopo l’estate. Inoltre la nuova legge contiene disposizioni per l’aggiornamento periodico delle graduatorie dei supplenti, che saranno anche provincializzate e digitalizzate.

Semplificazione anche per quanto riguarda l’edilizia scolastica. Il decreto, infatti, concede maggiori poteri ai sindaci, ai presidenti delle regioni e a quelli delle Città metropolitane in materia di edilizia scolastica. Fino al 31 dicembre 2020 essi potranno operare in qualità di commissari per velocizzare le pratiche per le ristrutturazioni e le nuove costruzioni delle scuole, adeguandole alle misure imposte per il contenimento dei contagi. Il problema evidenziato già dai sindaci in proposito, tuttavia, riguarda la consistenza delle risorse da destinare all’edilizia scolastica, che sarebbero la metà di quelli necessari.

Commenti