Il calendario ci riporta, dopo la pausa per le qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018, in una situazione di classifica di Serie A che pochi si sarebbero aspettati all’inizio dell’anno: una sola squadra è al comando per ora, seguita dalla favorita per la vittoria finale e da una squadra rivoluzionata ma capace di sorprendere.

Di chi stiamo parlando? Di Napoli, Juventus e Inter che, rigorosamente in quest’ordine, occupano i primi tre posti della classifica di Serie A dopo sette giornate in cui è emersa l’incredibile concretezza della squadra di Sarri a discapito di un’alternanza di prestazioni buone e meno buone messa in mostra dai bianconeri.

Il rapporto tra gol e occasioni create (denominato “Goal Index”) mostra una predominanza territoriale assoluta del Napoli, capace di creare fino a 15 occasioni da gol a partita con una percentuale di attuazione di più del 30% in media; una macchina pressoché perfetta, l’unica flessione evidente si è vista nella VI giornata quando la squadra di Sarri ha faticato più del dovuto per vincere contro la SPAL. Le 25 reti segnate finora sono distribuite quasi equamente in tutte le giornate e producono una media di più di 3.5 gol a match; con questo andamento (considerando statisticamente una vittoria ogni 3 gol e un pareggio ogni 2) il Napoli potrebbe arrivare a fine campionato superando la fatidica quota dei 100 punti che vorrebbero dire scudetto.

Discorso diverso vale per la Juventus, dopo un inizio arrembante la squadra di Allegri è calata sia nelle occasioni create sia conseguentemente nel gol segnati: il declino da un media di 10 occasioni a partita alla I giornata fino a una media di 6 nella IV ha portato con sé una diminuzione di gol (da 4 a 3) che però non ha variato di molto il numero di punti guadagnati, a causa di un gioco metodico, ben collaudato e pressoché indipendente dalla scelta dei titolari.

Alla V giornata la svolta: la vittoria sofferta contro la Fiorentina ha portato, oltre i tre punti, anche una consapevolezza dei propri mezzi che ha lanciato i bianconeri ad un livello massimo di gioco in cui hanno potuto creare una media di 13 occasioni nella VI giornata, a cui corrisponde la rotonda vittoria nel derby.

Nell’ultima giornata il calo è evidente, non tanto nei numeri di occasioni e gol quanto nel loro rapporto: 5:1.

Il pareggio subito in rimonta contro l’Atalanta è stato il risultato di un gioco non aggressivo e fine a se stesso, forse conseguenza del grande dispendio di energie fisiche e mentali delle giornate precedenti.

Il percorso della squadra di Spalletti si può considerare per certi versi analogo a quello dei bianconeri: anche l’Inter infatti è stata protagonista di un avvio di campionato sorprendente culminato con la vittoria in rimonta contro la Roma all’Olimpico in cui ha mostrato una capacità di trasformazione di quasi il 40% segnando 3 reti e producendo 8 occasioni.

Dalla III giornata in poi si è verificato un lento calo della produzione offensiva che però non ha impedito ai nerazzurri di raccogliere il massimo dei punti disponibili fino alla V giornata, quando il Bologna ha interrotto la serie di 4 vittorie consecutive insieme alle buone prestazioni e alle manovre fluide.

Nelle ultime due giornate però la reazione degli uomini di Spalletti ha portato un incremento vertiginoso delle occasioni create e, seppur con qualche difficoltà di troppo, anche due vittorie di misura contro Genoa e Benevento.

Quest’ultimo aspetto evidenzia il diverso carattere impresso alla squadra da Spalletti, ora più tenace e combattivo rispetto a quello lascivo e fragile della scorsa stagione. Ed è proprio questo il motivo per cui l’Inter si trova ad incarnare la terza forza del campionato, un carattere forte in grado di sopperire alle difficoltà tecniche e di trascinare i giocatori alla vittoria a discapito di un gioco non sempre convincente.

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