Conferenza stampa per la campagna di prevenzione dell vista, Milano

Per tutto il mese di febbraio, 30 centri oculistici di eccellenza distribuiti in tutto il Paese, saranno a disposizione per visite e diagnosi gratuite mirate a scoprire la maculopatia e la retinopatia, due gravi complicanze del diabete, patologie che insidiano la vista e possono condurre a cecità. Questa grande campagna di screening, promossa dal Centro Ambrosiano oftalmico (CAMO) per individuare in fase precoce una malattia che comporta gravi complicanze, è realizzata con la collaborazione di centri pubblici e privati, con il contributo delle università e società scientifiche e con il patrocinio di enti comunali e ministeriali. Promosso dal dottor Lucio Buratto, direttore scientifico di CAMO e dall’ospedale-università Vita e salute San Raffaele di Milano, lo screening si prefigge l’obiettivo di individuare i casi sommersi che spesso non vengono riconosciuti o arrivano tardi all’osservazione e alla diagnosi dello specialista, tanto che diventano molto difficili e onerose curare. Tutto ciò emerge da un forte allarme rosso lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che parla di pandemia: dai 443 milioni di diabetici nel mondo oggi si arriverà a 700 milioni nel 2015. In Italia, secondo l’Istat, i diabetici sono 3,2 milioni, ma molti altri, almeno un terzo, non sa di esserlo non avendo mai esaminato la glicemia.

A sinistra, visione offuscata; a destra, visione normale

“La retinopatia diabetica – ha detto il professor Francesco Bandello, ordinario di oftalmologia al San Raffaele – non da segnali fino a che non sia in fase avanzata e nonostante le cure i danni non fanno marcia indietro, perchè le cellule del tessuto nervoso non si moltiplicano e non si rigenerano. La prevenzione costa molto meno della cura, ma i benefici in termini di salute sociale sono visibili soltanto a distanza di anni”. Importante è l’informazione capillare e completa. “La campagna, che ha il patrocinio del Ministero della Salute -spiega il dottor Buratto – vuole rendere più solido il modello di collaborazione tra i responsabili della salute pubblica e i 30 centri oculistici che hanno aderito all’iniziativa, mettendo a disposizione gratuitamente sia i propri specialisti sia le costose e aggiornatissime attrezzature”. Agli oculisti si affiancano anche i diabetologi che per i malati svolgono un ruolo importante nella cura a 360 gradi, ma l’esame più semplice e banale per scoprire le complicanze oculari (OCT) non è inserito nel Livelli essenziali di assistenza (LEA), quindi è a pagamento. “Il cittadino ha soltanto in mano l’arma della prevenzione primaria spiega il professor Massimo Porta, direttore della scuola di specializzazione in medicina interna dell’università di Torino – cioè dieta sana, con molta frutta e verdura, meno grassi e più attività fisica moderata, almeno 30 minuti al giorno”.

Come detto sono 30 i centri oculistici nei quali i diabetici possono sottoporsi a visita medica gratuita, volta alla rilevazione di queste due invalidanti patologie che, se non diagnosticate in tempo, possono portare alla cecità. Gli screening saranno effettuati da una equipe composta da medici e infermieri dotati di attrezzature di avanguardia, tra cui EyeArt, un software che utilizza un algoritmo di intelligenza artificiale per analizzare le immagini dell’occhio prese con una telecamera retinica. Lo specialista carica le immagini digitali della retina del paziente su un server in cui è installato un software che fornisce al medico immediatamente i risultati sullo stato della retina.

Per partecipare alla campagna basta collegarsi al sito www.maculopatie.com per prendere visione dei centri aderenti e prenotare l’appuntamento gratuito. “Un tempo gli strumenti per diagnosticare queste patologie – spiega il dottor Buratto – erano costosi e richiedevano una alta formazione professionale. Oggi, invece, con gli apparecchi di nuova generazione, sia pure costosi, ma semplici, Un operatore sanitario ben formato può fare il test che poi viene letto da uno specialista. La prevenzione di questo tipo, nel Regno Unito, in 15 anni, ha fatto crollare il numero dei pazienti diabetici che perdono la vista”.

Lo screening – Se prese in tempo le patologie degli occhi si possono curare. Nel corso della visita, in primo luogo viene mostrato un foglio quadrettato e se il paziente diabetico vede le linee distorte, allora c’è un problema di maculopatia. Poi si passa allo strumento per vedere la qualità della retina per verificare eventuali danni, l’OCT, (omografia ottica computerizzata). E’ un esame che dura pochi minuti, una fotografia che non procura alcun disturbo, ma da tanti benefici. La retinopatia diabetica si verifica quando alti livelli di zucchero nel sangue portano danni ai vasi sanguigni della retina, il tessuto sensibile alla luce nella parte posteriore dell’occhio. La maculopatia è la malattia che interessa la parte più importante della retina, ricca di cellule visive responsabili della vista, quella che consente di leggere, guidare, vedere la televisione, lavorare al computer. Può essere legata all’età, al diabete a una miopia elevata. Anche se non sei diabetico, dopo i 50 anni, vai dall’oculista per un esame del fondo dell’occhio e, dopo i 50, se hai qualcuno in famiglia con maculopatia, fai visite più frequenti. La corretta funzionalità visiva si può controllare anche con un semplice test (test di Amsler), che consiste nell’osservare da vicino un foglio quadrettato. Se riscontri distorsioni nelle linee dei quadratini, affrettati a fare una visita oculistica.

Edoardo Stucchi

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