Scorie radioattive: pubblicata la lista delle aree idonee

E' stata resa nota oggi la mappa dei siti ritenuti potenzialmente idonei ad ospitare il deposito nazionale delle scorie radioattive.

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Scorie radioattive

Quello delle scorie radioattive è un tema di grande importanza, data la ricaduta sociale e ambientale, che comporta la scelta del sito di deposito. Dunque il nostro Paese ha rinunciato alla produzione di energie tramite fissione nucleare attraverso due referendum. Rispettivamente nel 1987 e nel 2011. E nonostante ciò non siamo estranei al problema dello stoccaggio e della gestione dei rifiuti radioattivi. A partire dai residui delle centrali nucleari attive sul nostro territorio tra la fine degli anni ‘50 ed il 1987. Ma anche quelli provenienti da numerose applicazioni della medicina, dell’industria e della ricerca. E a tal proposito la notizia che sta facendo il giro del web riguarda proprio il nullaosta del Governo alla Sogin. La società pubblica di gestione del nucleare. Ma scopriamo di cosa si tratta.

Scorie radioattive: quale sarà il sito potenzialmente idoneo?

La domanda che tutti ci poniamo è: quale sarà il sito per il deposito nazionale delle scorie nucleari? E soprattutto come sarà gestito? E quali sono i rifiuti smaltiti. Ebbene ciò che di certo sappiamo è che la Sogin che gestisce il nucleare, ha pubblicato sul sito web la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee. Cioè l’elenco dei luoghi in cui stoccare i rifiuti radioattivi italiani. Dunque nel progetto tenuto secretato dal 2015, le aree candidate sono collocate in Piemonte, Toscana, Lazio, Basilicata, Puglia, Sardegna, e Sicilia.

La mappa dei siti per il deposito delle scorie radioattivie

In base ai requisiti indicati nelle linee-guida dell’International Atomic Energy Agency, i luoghi idonei per il Piemonte riguardano 8 aree. Sono collocate tra le province di Torino e Alessandria. Mentre nel Lazio, sono collocate nel Viterbese. Per la Puglia e la Basilicata i siti candidati si trovano concentrati soprattutto nei pressi di Matera Potenza e Bari. E nel sud della provincia di Taranto. Due nella Toscana meridionale, uno in provincia di Siena e uno in quella di Grosseto. In Sicilia 4 e in Sardegna 14.

Le caratteristiche dei siti

La mappa è stata realizzata in base a delle caratteristiche elaborati dall’ente di controllo Ispra. Oggi Isin, in linea con gli standard dell’AIEA. Per garantire l’integrità e la sicurezza nel tempo del deposito nazionale delle scorie nucleari. Tra questi, la scarsa densità di popolazione dell’area. Una modesta sismicità e l’assenza di rischio alluvioni. Il posizionamento in territori pianeggianti e facilmente raggiungibili con autostrade e ferrovie. Per far arrivare i carichi del materiale radioattivo da stoccare. Nonché l’assenza di “produzioni agricole di particolare qualità e tipicità e luoghi di interesse archeologico e storico“, prevista al criterio 11.

Quali sono i rifiuti radioattivi?

Nel deposito nazionale saranno sistemati definitivamente circa 78 mila metri cubi di rifiuti radioattivi a molto bassa e bassa attività. La cui radioattività decade appunto nell’arco di 300 anni.

Sito nazionale delle scorie radioattive e polo tecnologico

Il progetto di stoccaggio delle scorie radioattive è da anni sollecitato dall’Unione Europea. Si tratta di realizzare un sito unico, che funga da deposito e da polo tecnologico per gli studi sulle radiazioni. Che si estenda su una superficie totale di 150 ettari. Il costo dell’operazione si aggira intorno ai 900 milioni di euro.


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