Scoperto nuovo fonte battesimale a Betlemme

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La scoperta di un nuovo fonte battesimale all’interno della Chiesa della Natività di Betlemme è notizia delle ultime ore. Il gruppo di restauro artistico diretto dall’italiano Gianmarco Piacentini sotto incarico dell’Autorità Nazionale Palestinese, dopo aver fatto il sensazionale ritrovamento del 2016 di un angelo in mosaico risalente al 1155, durante i restauri ha scoperto un altro mirabile pezzo archeologico, si tratta di una fonte battesimale risalente, molto probabilmente, ad epoca bizantina. A dare l’annuncio è stato Ziad al-Bandak, capo del Comitato presidenziale palestinese che sovrintende al recupero della basilica. Il fonte circolare in pietra grigio bianca è stato rinvenuto durante i lavori di restauro e consolidamento del settore sud della cattedrale, quando il team del Piacentini stava conducendo la stratigrafia archeologica degli strati che occludevano l’interno del pozzo di Davide in preparazione della sistemazione manutentiva.

Basilica della Natività, Betlemme

Traslato in età crociata, il nuovo fonte era rimasto nascosto fino ad ora nella fonte battesimale della basilica di forma ottogonale anch’esso in pietra, ma di una colorazione simile a quella delle colonne della basilica, cioè in tonalità rosso ruggine marmorizzato. All’apertura del fonte maggiore, come un effetto matriosca si è giunti al ritrovamento del nuovo fonte, una scoperta davvero rara, unica per tipo e modalità di scoperta. L’equipe archeologica sta provvedendo alla datazione precisa del ritrovamento, analizzando gli strati tra i due fonti e studiando accuratamente la composizione artistica e il materiale del nuovo fonte.

Secondo Piacentini la scoperta introduce un nuovo tassello per l’interpretazione storica della basilica e la sua ricostruzione architettonica, aggiungendo nei confronti del fonte battesimale:

Un ritrovamento importante e di grande bellezza che indica un oggetto realizzato per committenti importanti. La sua scoperta arricchisce la Basilica più antica della Terra Santa

Sarà compito di Michele Bacci dell’Università di Friburgo datare con più assoluta esattezza il nuovo ritrovamento. Ma questa è solo l’ultima delle affascinanti scoperte condotte dallo staff di Piacentini, infatti, oltre al fonte e all’angelo in mosaico, si vanno ad aggiungere ai nuovi ritrovamenti anche alcuni gioielli dell’archeologia, magnifici esempi di arte e religiosità antica, quali brani inediti in mosaico di periodo di epoca costantiniana e due ammirevoli lanterne del VI secolo.

L’emozione del pontefice nei confronti del ritrovamento dell’angelo decorativo, fantastico esemplare di arte musiva, risalente all’XI secolo, si può riproporre anche nei termini della nuova scoperta effettuata nei riguardi del fonte battesimale. Così commentò Papa Francesco qualche tempo fa:

Mi è stato riferito che nel corso dei restauri è venuto alla luce un settimo angelo in mosaico che, insieme agli altri sei, forma una specie di processione verso il luogo che commemora il mistero della nascita del Verbo. Questo fatto ci fa pensare che anche il volto delle nostre comunità ecclesiali può essere coperto da “incrostazioni”… ma tutti voi, con i vostri progetti e le vostre azioni potete cooperare a questo “restauro” perché il volto della Chiesa rifletta la luce di Cristo

Dalle parole della somma autorità cattolica si denota l’intenzione di rinnovare le istituzioni ecclesiali e sociali. Un passo verso questa restaurazione proviene anche dall’arte, la quale sensibilizza alla buona novella mantenendo sempre viva l’intenzione di sano rinnovamento attraverso una curiosità indelebile, prerogativa per il rispetto religioso e civile. Ogni scoperta archeologica, quindi, non è solo un desiderio di sapere a qualunque costo e con qualunque mezzo, ma un modo per sentirsi uniti ai simboli e ai secoli, di conseguenza a noi stessi attraverso le nostre generazioni, i nostri antenati. La conoscenza ed il rispetto cominciano dalla storia, grazie ad essa si possono comprendere i limiti umani ristabilendo in questa maniera soluzioni efficaci all’unità collettiva.

Gianmarco Piacentini, accanto all’angelo

Conseguenza del buon lavoro svolto dall’equipe non è soltanto il merito d’aver implementato le conoscenze storiche e archeologiche della ricca terra palestinese il cui suolo è ricco di un patrimonio che pochi Paesi possono vantare, ricolmo di straordinari tesori riconosciuti dalla comunità internazionale per il loro valore universale, ma anche l’aver ottenuto il posticipo fino al maggio dell’anno prossimo dell’appalto ai restauri della cattedrale.

Grotta della Natività

Proprio perché nel 2020 Betlemme sarà la Capitale della Cultura del mondo arabo, si è deciso di continuare le operazioni di risistemazione e rivalutazione, che hanno il compito di rivalorizzare la Grotta della Natività, luogo simbolo di ricongiungimento delle tre grandi religioni monoteiste ed in particolare delle Chiese Cristiane fra le quali la Greco Ortodossa, la Cattolica Custodia di Terra Santa e quella Armena hanno in carico la protezione della Natività.

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