Scoperta un enorme colonia di trichechi in Russia

La scoperta di un enorme colonia di trichechi porta speranza nel futuro di una delle tante specie minacciate dai cambiamenti del clima

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Nel nord della Russia gli scienziati hanno scoperto un enorme popolazione di trichechi (Odobenus rosmarus) dove non avrebbero mai pensato di trovarli.

Anche se la scoperta risale al 2019, il documentario che mostra la colonia scoperta lungo le coste della penisola di Jamal è visibile soltanto dal mese scorso.

La cosa sorprendente riguarda il luogo dove questi enormi pinnipedi hanno deciso di aggregarsi. Infatti, solitamente, le colonie si trovano su piattaforme di ghiaccio alla deriva o su alcune isole dell’Artico.

Questa popolazione, di circa 3000 individui, è inoltre un prezioso laboratorio “a cielo aperto” grazie al fatto che, insolitamente, si trovano nello stesso luogo sia maschi che femmine, oltre che cuccioli e giovani di ogni età.

Tuttavia, non è ancora chiaro per gli scienziati cosa renda queste spiagge così attraenti per questi mammiferi.

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Scoperte del genere portano speranza per una specie che, secondo l’IUCN, è indicata come “vulnerabile”.

La sottospecie del Pacifico presenta popolazioni molto più abbondanti mentre quella dell’Atlantico conta circa 12500 individui.

In passato la specie ha quasi rischiato l’estinzione a causa della caccia, ormai bandita, per via dell’avorio delle sue enormi zanne e per il suo spesso strato di grasso. Oggi soltanto i popoli Chukchi, Yupik e Inuit hanno il permesso di cacciarne un piccolo numero ogni anno.

I cambiamenti climatici e lo sfruttamento delle loro terre in cerca di gas e petrolio minacciano in modo critico questi animali.

Le stagioni senza ghiaccio sono ogni anno sempre più lunghe e le temperature sempre più alte. Tutto questo si traduce in conseguenze a cascata su tutti gli animali che vivono in questi habitat.

Il tricheco

Questi pinnipedi inconfondibili sono distinguibili da tutte le altre foche per la presenza di due enormi zanne, di solito molto più lunghe nei maschi, e per l’enorme mole.

Possono raggiungere i 1700 kg di peso. Nonostante questo, una volta in acqua, si muovono con sorprendete agilità e velocità.

Si nutrono principalmente di molluschi e altri organismi bentonici.

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