Scoperta a Reccopolis la moschea più antica d’Europa

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Nella regione spagnola di Castiglia-La Mancia esiste, come in tante altre parti d’Europa, una città scomparsa, uno di quei luoghi dove il tempo e i ricordi sembrano essersi fermati fino al momento nel quale qualcuno, per caso o volutamente, li riporta alla luce.

Questa città si chiamo Reccopolis e si trova oggi sottoterra, in una zona non lontano da Zorita de los Canes nella provincia di Guadalajara.
Reccopolis è oggi protagonista di scavi archeologici che giorno dopo giorno riportano alla luce pezzi di un luogo che fu e che oggi nessuno ricorda.

A sorprendere gli studiosi impegnati negli scavi sono le dimensioni di questo ex centro abitato, molto più grandi delle aspettative, con centinaia di strade, abitazioni e luoghi dedicati al culto e/o alle attività economiche.

Ed è proprio in questi scavi che è comparsa qualche giorno fa una scoperta molto interessante per gli amanti della storia, dell’antropologia e delle religioni, la prima moschea d’Europa. Struttura indirizzata verso la mecca, simile agli edifici presenti nel sud della Spagna che per grandezza potrebbe addirittura competere con il centro religioso islamico più grande d’Europa, la mosche di Roma.

La notizia, che è stata resa pubblica sulla rivista scientifica Antiquity, è corredata di foto che mostrano un nuovo lato di Reccopolis, fino a questo momento sconosciuto.

Il centro abitato fu fondato nel 578 dal re visigoto Leovigildo in onore e per il figlio Recaredo ed è proprio in questi spazi che il sovrano accetto la presenza dei mori in cambio della loro protezione.

La loro presenza comportò anche il nome della città in Madinat Raqquba fino al suo spopolamento nel decimo secolo, dopo essere stata incendiata e devastata da attacchi e invasioni più volte.

Al momento di Reccopolis si conosce solo circa l’8% dell’area interna alle mura e giorno dopo giorno gli studiosi rimangono piacevolmente sorpresi nel trovare nuove parti della città, come ad esempio un grande sobborgo appena fuori il grande cancello monumentale d’ingresso al centro abitato.

Gli scavi attualmente riportati alla luce sono oggi visitabili grazie al Parque Arqueologico de Recopolis, mentre per la parte ancora interrata al momento bisogna accontentarsi del lavoro di ricostruzione portato avanti dall’Università di Harvard, l’Università di Yale, quella di Francoforte e quella di Alcalà de Henares.

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