Scontri tra Artsakh e Azerbaijan e il terrorismo internazionale

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Scontri tra Artsakh e Azerbaijan

Durante la notte si sono verificati scontri tra Artsakh e Azerbaijan. Le forze azere stanno tentando di avanzare e consolidare le posizioni nella sezione sud-orientale (ad est di Jebrayil) della zona di conflitto ma sono state fermate da un accurato fuoco d’artiglieria delle forze di Artsakh.

Scontri tra Artsakh e Azerbaijan: azeri fermati a est di Jebrayil

Alle 6:30 del mattino, l’Artsakh si è difeso in seguito a un altro attacco azero utilizzando artiglieria e lancio missilistico. Le tre compagnie d’attacco azere si sono ritirate, lasciando sul campo 60 morti, 22 unità distrutte e abbandonando diverse decine di unità di equipaggiamento in buone condizioni. Un grande impianto azerbaigiano di stoccaggio di carburante e munizioni è stato colpito da un accurato fuoco armeno. La situazione che ne è risultata fornisce alle forze armene il vantaggio tattico per sviluppare il proprio dominio sul campo di battaglia.


Il conflitto a Nagorno Karabah influenza tutta la regione


Artsakh riconquista posizione strategica in difesa di Varangatagh

Le unità dell’Artsakh (Nagorno-Karabakh) e l’Esercito di Difesa continuano a contenere le truppe azere, migliorando notevolmente le loro posizioni strategiche nel combattimento. In particolare ieri, intorno alle 14:00, è stato organizzato un contrattacco in direzione nord, e la collina chiamata Varangatagh è stata riconquistata. Un’unità congiunta formata da membri di un reggimento di volontari e da una squadra spec-ops dell’Esercito della Difesa ha superato le posizioni azerbaigiane sull’altezza di Varangatagh.

La presenza del terrorismo internazionale nel Nagorno Karabah

Attualmente Iran e Russia si sono mostrati preoccupati per la presenza di terroristi islamici nel conflitto del Nogorno Karabah. Le prove sono state acquisite tramite vari video, e rilevate anche dall’arrivo di decine di bare a Idlib.

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha avvertito mercoledì che il suo Paese non tollererà la presenza di combattenti stranieri. “L’Iran non permetterà a nessuno, con qualche pretesto, di portare al nostro confine terroristi che l’Iran combatte da anni“. Aggiunge poi che: “Questa situazione non è accettabile, e lo abbiamo detto chiaramente ai funzionari delle nazioni vicine“. Sopratutto ai vicini del suo confine settentrionale, dove infuria un conflitto tra Azerbaigian e Armenia.


L’Armenia attaccata da Turchia e Azerbaijan


I servizi segreti russi identificano i terroristi che combattono di fianco all’Azerbaijan

Sergei Naryshkin, il capo dei servizi segreti russi della SVR, martedì ha dichiarato che il conflitto tra Azerbaigian e Armenia per il Nagorno-Karabakh ha attirato migliaia di islamisti radicali che rappresentano una minaccia per Mosca. Naryshkin ha individuato i membri del gruppo militante Hayat Tahrir al-Sham, un gruppo attivo in Siria precedentemente noto come Fronte di al Nusra. Così come Firqat al-Hamza, la Divisione del Sultano Murad, e gruppi estremisti curdi senza nome.

Naryshkin afferma che: “Non possiamo non preoccuparci che il Caucaso meridionale possa diventare un nuovo trampolino di lancio per le organizzazioni terroristiche internazionali. Trampolino da dove i militanti potrebbero poi attraversare gli Stati vicini all’Azerbaigian e dell’Armenia, compresa la Russia“. Aggiungendo che le ultime violenze sono state diverse dalle precedenti per la loro escalation, molto più ampia. Preoccupante il fatto che la Turchia si è per la prima volta schierata così apertamente e con forza a sostegno dell’Azerbaigian.

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