Scontri a Nablus: in Cisgiordania sale la tensione (Video)

Mentre le forze di occupazione israeliane "a caccia di terroristi" arrestano 11 palestinesi

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scontri a Nablus

Scontri a Nablus, in Cisgiordania. Continuano le tensioni tra palestinesi e forze di occupazione israeliane, mentre le autorità sioniste ostacolano le celebrazioni per il mese sacro del Ramadan. Stavolta, le tensioni sono sfociate in una sparatoria che ha ferito tre studenti. Di cui due in modo grave. L’incidente s’inserisce in un clima di tensioni, in parte dovute all’annullamento delle elezioni palestinesi. Intanto, le IDF hanno fermato i primi sospettati per quello che considerano un “atto terroristico”. Ecco cos’è successo.

Cos’è successo negli scontri a Nablus?

Nella sparatoria di Nablus, in Cisgiordania, tre studenti yeshiva di 19 anni sono rimasti feriti. Due dei quali in modo grave. Il fatto è avvenuto ieri sera, nei pressi di un posto di blocco di Za’tara. Un territorio occupato da Israele. Secondo le prime ricostruzioni, alcuni ignoti a bordo di un veicolo avrebbero aperto il fuoco contro i coloni all’incrocio di Taffouh, verso Sud. A seguito dell’incidente, le forze di sicurezza israeliane hanno blindato il centro di Nablus, chiudendo ogni via d’accesso alla città. Nel frattempo, gli agenti hanno avviato le ricerche del veicolo usato nella sparatoria avvalendosi di elicotteri militari. Al momento, l’area settentrionale di Ramallah è quella più sorvegliata. Intanto, la Jihad islamica ha benedetto “l’eroica operazione”.

Qualche dettaglio in più

Un portavoce di Hamas, Abd al-Latif al-Qanoo, ha spiegato che l’attentato “Si colloca nel contesto di una risposta naturale ai crimini dell’occupazione sionista e del sostegno al nostro popolo nella città di Gerusalemme”. Secondo un primo rapporto, una persona si sarebbe avvicinata in auto a una fermata dell’autobus che si trova allo svincolo con Via Taffouh. Lì, avrebbe abbassato il finestrino e gridato “Dio è grande”. Dopodiché avrebbe sparato agli astanti, la maggior parte dei quali coloni. Immediata la reazione del ministro della Difesa, Benny Gantz. Secondo i media, il Ministro ha assicurato: “L’esercito e le forze di sicurezza israeliane non si arrenderanno fino a quando non arresteranno i terroristi che hanno effettuato l’attacco”.


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Scontri a Nablus: il rapporto

Le truppe delle IDF hanno risposto al fuoco contro il veicolo, che è fuggito dalla scena“, rivela un rapporto dei militari. E ancora. “Le truppe dell’esercito israeliano stanno cercando il veicolo e stanno creando blocchi stradali nell’area“. Le telecamere di sicurezza hanno registrato un SUV argentato avvicinarsi alla fermata e azionare i freni, prima di aprire il fuoco. Le riprese hanno mostrato anche due studenti e un soldato che si arrampicavano in cerca di un riparo. Poi, l’auto è sfrecciata in direzione di Ramallah. Il tutto è durato 16 secondi. Nella tarda serata di domenica, le IDF hanno riferito che stava inviando truppe aggiuntive in Cisgiordania. Il tutto “in conformità con la nostra valutazione situazionale in corso“.

I feriti

I feriti sono tutti giovani tra i 19 e i 20 anni. Al momento, si trovato ricoverati al policlinico Beilinson, di Petah Tikva. Due su tre sono in condizioni critiche. Uno di loro, di cui non riferiamo il nome, ha avuto bisogno della rianimazione durante la corsa in ospedale. Mentre un secondo ragazzo, ferito in modo altrettanto grave, ha perso i sensi più volte nel tragitto. Il terzo, invece, ha riportato ferite leggere. Un portavoce dell’ospedale ha assicurato: “Molte équipe mediche di diverse specialità stanno fornendo cure e stanno facendo il possibile per stabilizzarne le condizioni“. Prima di aggiungere: “Le famiglie delle vittime stanno andando all’ospedale“. A detta dei media israeliani, si tratta di tre seminaristi della yeshiva di Itamar. Un istituto che si trova nei pressi del luogo dell’attentato.

Scontri a Nablus: la reazione delle autorità

Dal canto suo, il presidente Reuven Rivlin ha rivolto “preghiere sincere” ai feriti. Oltre ad augurare loro un pronto e pieno recupero. “Siamo con le forze che lavorano per catturare i responsabili e giuriamo ancora una volta che non lasceremo che il terrorismo alzi la testa“, ha assicurato Rivlin. Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyhau è intervenuto sulla vicenda. In particolare, il Premier si è detto sicuro che i servizi di sicurezza rintracceranno rapidamente gli aggressori. “Non permetteremo al terrore di alzare la testa e colpiremo i nostri nemici con forza“, ha detto Netanyahu. Intanto, i gruppi terroristici palestinesi hanno elogiato la sparatoria. Sebbene non sia stata ancora rivendicata.


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I gruppi terroristici

Le forze israeliane considerano l’attentato di domenica alla stregua di un atto terroristico. Eppure, non considerano che il fatto di occupare la Cisgiordania non fa altro che “avallare” le rivendicazioni dei gruppi estremisti. “Questa è la risposta naturale ai crimini dell’occupazione sionista e un atto di sostegno al nostro popolo nella città di Gerusalemme“, ha commentato il portavoce di Hamas Abd al-Latif Qanou. E ancora. “Questo è un metodo legittimo della resistenza del nostro popolo palestinese in Cisgiordania, e salutiamo gli eroi ribelli“. Inoltre, il portavoce ha precisato: “Questa operazione è un messaggio a nome dell’intero popolo palestinese che Gerusalemme è una linea rossa“. E “Che il pregiudizio apportato alla santità di Gerusalemme scatenerà una rabbia infinita di fronte all’occupazione”.

Un clima di tensione

In effetti, l’attacco terroristico s’inserisce in un clima di forti tensioni in Cisgiordania. Non solo a causa della mobilitazione delle IDF nella regione per il mese di Ramadan. Ma anche, e soprattutto, per l’annullamento delle elezioni palestinesi dell’Autorità Palestinese, che si sarebbero tenute a maggio. Le quali sono rimandate a data da destinarsi. Questo perché le autorità sioniste hanno negato l’autorizzazione a svolgerle a Gerusalemme Est, occupata. Sebbene non avesse preso una posizione ufficiale, Israele aveva fatto ostruzionismo per paura della vittoria del presidente palestinese Mahmoud Abbas. Acerrimo nemico nonché sostenitore del gruppo terroristico di Hamas.


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Vittime delle circostanze?

In questo momento, le forze di occupazione sono a caccia di terroristi. Di certo, i militari israeliani sono ansiosi di ripristinare la calma in Cisgiordania. Specialmente per evitare imitatori. Ma la fretta è cattiva consigliera e potrebbe far incedere in errori. Talvolta drammatici. Come nel caso di una donna palestinese, uccisa stamattina dalle forze di occupazione israeliane. Secondo il rapporto dei militari, la 60enne residente nel vicino villaggio di Husan, si sarebbe avvicinata alle truppe brandendo un coltello. Un video dell’incidente pubblicato dai media ebraici mostrava la donna mentre camminava verso i soldati, che le gridavano di fermarsi e sparavano colpi di avvertimento in aria.

Vendetta o repressione

Altri tafferugli sarebbero scoppiati nei villaggi limitrofi. Ad esempio, il gruppo di sinistra per i diritti umani B’Tselem ha denunciato i coloni israeliani di aver attaccato un villaggio palestinese nel nord della Cisgiordania alle prime luci dell’alba. Mentre alcuni scontri sono esplosi tra i residenti del villaggio di Jaloud e gli israeliani dal vicino insediamento di Shiloh. In questo caso, le forze di difesa israeliane e la polizia di frontiera avevano cercato di sedare le ostilità sparando proiettili rivestiti di gomma e utilizzando armi di dispersione antisommossa contro i palestinesi. Quattro persone sono rimaste ferite e undici arrestate. Tutte palestinesi. Coincidenze? O vendetta?


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