Scontri a Beirut nella notte, arrestato il direttore del porto

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Scontri Beirut

Scontri a Beirut si sono susseguiti tutta la notte tra polizia e forze anti governative. Le forze dell’ordine libanesi hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti che protestavano dopo la gigantesca esplosione nel porto avvenuta lo scorso martedì. Il bilancio attuale è di 137 morti e 5mila feriti e gli sfollati sono circa 300mila. La Farnesina ha fatto sapere che tra le vittime c’è anche una cittadina italiana di 92 anni. Sono ancora in corso le indagini per capire la dinamica che ha condotto alla devastante esplosione. L’inchiesta per ora ha condotto all’arresto di 16 persone fra cui il direttore generale del porto di Beirut Hassan Qureitem.

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Scontri Beirut - proteste

La tragica esplosione nel porto di Beirut avvenuta il 4 agosto si è trasformata in una protesta sociale e diventa un caso politico. Nella notte decine di manifestanti si sono riversate in strada per protestare contro l’esplosione nel porto, un episodio divenuto simbolo del incompetenza e corruzione delle autorità locali. I manifestanti hanno vandalizzato alcuni negozi e lanciato pietre contro la polizia, la quale si è difesa con l’utilizzo di gas lacrimogeni. Alcune persone sono rimaste ferite durante lo scontro. Per sabato è prevista un’altra protesta antigovernativa nel Paese dei Cedri, che da anni è in preda a una crisi economica senza precedenti.

Arrestato il direttore del porto 

Scontri Beirut - Esplosione

In queste ultime ore è giunta anche la notizia dell’arresto del direttore del porto di Beirut, nell’ambito dell’inchiesta sulla terrificante esplosione. A dare per primi la notizia sono stati i media locali. Hassan Qureitem è stato portato via dalla polizia militare dell’esercito libanese dopo aver subito un lungo interrogatorio sotto la supervisione del procuratore a capo delle indagini. La polizia ha ascoltato anche altre 18 persone tra funzionari portuali e doganali. Secondo le autorità libanesi, quasi 3.000 tonnellate di nitrato di ammonio, utilizzato sia per i fertilizzanti ma anche per costruire bombe, erano state tenute per sei anni senza misura di sicurezza nel magazzino esploso.

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C’è anche un’italiana tra le vittime dell’esplosione

Tra le 137 persone morte nella potente esplosione nel porto libanese c’è anche una donna di origine italiana Maria Pia Livadiotti, 92 anni nata a Beirut e iscritta al registro anagrafico di Roma tra i cittadini residenti all’estero. A quanto si apprende dall’ambasciata, l’anziana signora è deceduta a causa di un trauma cranico dovuto alla forza d’urto dell’esplosione. La storia della nostra connazionale si mescola a quella di altre 130 persone che hanno perso la vita nella tragedia del 4 agosto. Sebbene la conta dei feriti e dei morti prosegua, la maggior parte dei 5mila coinvolti nell’esplosione sono stati curati nelle ultime 8 ore negli ospedali rimasti funzionanti. Tra loro si registrano almeno dieci italiani, feriti in modo lieve secondo fonti della Farnesina.

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