Scomparsa ex vigilessa di Temù Laura Ziliani: indagato fidanzato della figlia

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Scomparsa ex vigilessa

Il giallo sulla scomparsa della ex vigilessa di Temù si arricchisce di un nuovo colpo di scena.

Si allarga l’inchiesta della procura di Brescia sulla scomparsa di Laura Ziliani, l’ex vigilessa di Temù di cui non si hanno più notizie dallo scorso 8 maggio, dopo che la donna, dipendente del comune di Roncadelle, era uscita per un’escursione in Valcamonica. Nel registro degli indagati sulla scomparsa di Laura Ziliani, l’ex vigilessa scomparsa lo scorso 8 maggio da Temù, si è aggiunto anche il fidanzato di una delle due figlie su cui già si concentrano le indagini degli inquirenti.

Su di lui si indaga per concorso in omicidio volontario e occultamento di cadavere. Restano comunque tutti e tre indagati a piede libero. Le indagini sulla scomparsa di Laura Ziliani, l’ex vigilessa scomparsa lo scorso 8 maggio di Temù, in Alta Vallecamonica, portano altri elementi. Sul registro degli indagati oltre alle due delle tre figlie della donna, la maggiore ha 27 anni e la minore ne ha 19, c’è ora anche il fidanzato della prima: gli inquirenti su di lui stanno indagando per concorso in omicidio volontario e occultamento di cadavere. Restano comunque tutti e tre indagati a piede libero.

Le due figlie indagate per omicidio

Sono ormai quasi due mesi che si cerca Laura, da quando era uscita di casa a fare una passeggiata tre le sue montagne senza fare più ritorno. Nonostante 120 persone, tra volontari e forze dell’ordine, impegnate notte e giornoo nella ricerca, il suo corpo non è mai stato trovato. La speranza resta comunque quella di trovarla ancora viva. Le indagini però degli ultimi giorni hanno preso una piega inaspettata: le sue due figlie, Paola e Silvia Zani, ovvero le prime ad aver lanciato l’allarme dopo non aver visto la madre rientrare, sono state iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio. Intanto la villa di Temù, dove la donna si trasferiva durante i weekend e che avrebbe secondo le figlie lasciato prima di iniziare la passeggiata, è stata posta sotto sequestro.

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Tutti i punti che non tornano

A non convincere i magistrati sarebbero alcuni punti della versione delle due figlie in contraddizione. Le indagini si stanno concentrando anche su uno dei pochi indizi: il 23 maggio un escursionista trovò una scarpa vicino al torrente che passa da Temù, facendo così ripartire le operazioni. Una delle due figlie avrebbe fin da subito affermato che appartenesse alla madre mentre l’altra era apparsa dubbiosa. E ancora: la donna era uscita di casa senza telefono, che è stato poi trovato tra le pieghe del divano della abitazione di Temù. Per ora sul registro degli indagati ci sono le figlie e il fidanzato di una di queste ma forze dell’ordine stanno seguendo anche la pista dell’incidente in montagna e quella che vede la donna vittima di una persona incontrata lungo il sentiero

A non convincere la procura di Brescia anche le versioni discordanti delle figlie sugli orari di uscita della madre per la passeggiata. E dubbi anche sul percorso, piuttosto semplice e privo di pericoli, che la 55enne, esperta escursionista, avrebbe percorso quella mattina. Anche lo scarponcino da trekking, rinvenuto sul greto del fiume Fumeclo a Temù, che in un primo momento era stato riconosciuta dalle figlie come appartenente alla madre, è stato poi messo in dubbio dalle stesse in un momento successivo.