Italia- Previsto per domani 23 novembre 2018 lo sciopero dei medici

I medici serrano le braccia e chiedono giustizia: domani la protesta organizzata, che vede, secondo i primi dati, 211 risposte positive da parte dei rappresentanti sindacali.
La notizia primaria era di due giornate di sciopero sanitario: la prima sarebbe dovuta essere il 9 novembre 2018, tuttavia è stata revocata per problemi di interpretazione delle norme che regolano le giornate di sciopero in sanità.
L’astensione dal lavoro sarà di 24 ore e lo sciopero avrà una portata di livello nazionale: difatti, durante questo arco di tempo, medici, veterinari e dirigenti sanitari, di ogni capoluogo, organizzeranno manifestazioni; Aosta, Milano, Padova, Torino, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Roma, l’Aquila, Campobasso, Napoli, Bari, Catanzaro, Palermo e Cagliari, hanno confermato l’adesione.

I disagi previsti

 “Provocherà forti disagi negli ospedali italiani, con il probabile blocco delle sale operatorie che avrà come conseguenza l’annullamento di migliaia di interventi. Saranno invece garantiti tutti gli interventi indifferibili e tutelati i pazienti fragili”: informa e rassicura il Sindacato degli Anestesisti Rianimatori (Aaroi-Emac.). Una rivolta attenta agli interessi di coloro che necessitano l’ausilio dei medici, consapevoli dell’importanza e rilevanza del loro lavoro.
“Questo sciopero è anche per i cittadini, danneggiati dalla malagestione della sanità italiana – afferma Alessandro Vergallo,presidente Aaroi-Emac -. Il SSN (Servizio sanitario nazionale) deve continuare a garantire a tutti il diritto alla salute, anche attraverso la tutela del personale che vi lavora e il rispetto del Contratto e dei diritti fondamentali dei lavoratori che talvolta vengono violati”.

I punti della protesta

La domanda da porsi è dunque: da cosa deriva il malcontento del SSN?
L’ Anaao Assomed risponde:

“1. Un finanziamento del Fondo sanitario nazionale 2019 che preveda le risorse indispensabili per garantire i vecchi e i nuovi Lea (Livelli essenziali di assisitenza) ai cittadini;” considerando l’insufficienza del finanziamento previsto.

2. “Il rinnovo del contratto fermo da 10 anni,con le necessarie risorse finanziarie e l’abolizione del tetto al trattamento accessorio”

“È inaccettabile – dichiara il presidente della Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri) Filippo Anelli –che da dieci anni non si rinnovi il contratto dei medici dipendenti e non si individuino le risorse per il rinnovo dei contratti di lavoro del mondo della sanità. La classe medica ha garantito livelli di assistenza elevati pur in un momento in cui il blocco del turnover, la gravissima carenza del personale, i tagli lineari hanno messo a dura prova la tenuta del sistema”

3. “La cancellazione dell’anacronistico blocco della spesa per il personale della sanità che frena le assunzioni.”

4. “Il finanziamento di almeno 3.000 nuovi contratti di formazione specialistica post lauream”.

Accanto a questi punti, vi è la richiesta di una riduzione di un eccessivo carico di lavoro,  l’incremento per l’assunzione del personale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria, per garantire il diritto alla cura e il diritto a curare.

Un caso particolare: l’Anestesista Rianimatore

Dai sondaggi emerge chiaramente una denuncia comune: in 65 risposte  (31%)  viene denunciato il ricorso alla Pronta Disponibilità notturna e festiva sostitutiva lì dove sarebbe, invece, prevista la Guardia attiva H24. Per mancanza di specialisti o fattori economici, viene talvolta violata la normativa che prevede la presenza assiuda dell’Anestesista Rianimatore all’interno della struttura ospedaliera. “Siamo arrivati al punto – afferma Vergalli – che alcuni Colleghi preferiscono passarela notte in albergo per non allontanarsi eccessivamente dall’Ospedale”

“Lo sciopero in sanità è sempre un’anomalia – afferma Anelli –e rappresenta per i medici l’extrema ratio per far sentire la loro voce. Chiediamo al governo di inserire la sanità tra le priorità dell’agenda politica”.

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