Scheletro a Ercolano: ossa rosse per i materiali piroclastici

L'uomo non aveva i piedi, ma tra i suoi resti c'erano pezzi di tessuto e metallici

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Eternità a Pompei ed Ercolano

La terra restituisce nuovamente i corpi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C. in Campania. Gli archeologi hanno infatti trovato un altro scheletro a Ercolano. I resti appartengono a un uomo tra i 40 e i 45 anni.


Pompei ed Ercolano: distrutte dall’eruzione del Vesuvio


Che cosa rappresenta la scoperta dello scheletro a Ercolano per l’archeologia?

Fornisce ulteriori elementi per ricostruire gli ultimi momenti di vita della comunità stanziata a Sud di Napoli. I centri interessati dall’evento catastrofico si trovano in direzioni diverse dal Vesuvio e l’effetto dell’eruzione è dunque diverso nelle due località. L’archeologo Andrew Wallace-Hadrill osservando il corpo, circondato da legno carbonizzata, ritiene che gli abitanti avrebbero potuto scampare alla tragedia. Tra il 24 e 25 agosto del 79 il Vesuvio ha eruttato, ricoprendo di ceneri e lapilli Pompei e quindi la gente che viveva a Ercolano poteva fuggire dall’abitato. Invece, hanno sottovalutato il pericolo e sono rimasti nelle proprie dimore, morendo tra la terra e la roccia delle colate piroclastiche.

Il corpo ritrovato

Gli scavi hanno portato in superficie i resti di un uomo la cui carne si è disfatta a causa del calore dell’eruzione. Attorno alle ossa ci sono resti di tessuto e anche di ciò che sembrerebbe una borsa contenente strumenti metallici o monete. I ricercatori continuano a cercare nei pressi del corpo per trovare altri materiali. Wallace-Hadrill ha notato che uno scavo precedente ha tagliato i piedi dello scheletro. Gli archeologi inizialmente hanno trovato le gambe dell’uomo che sporgevano dal bordo della scarpata. L’individuo non aveva le estremità inferiori, ma il resto del cadavere era individuabile.

La scoperta a Ercolano

Il corpo si trovava alla base di un muro di pietra con la testa all’indietro. Le ossa hanno un colore rosso, assunto in seguito al contatto coi fumi e i materiali fuoriusciti dal vulcano. Infatti, i tessuti molli si sono quasi vetrificati a causa della temperatura raggiunta nella zona dell’abitato di Ercolano.