Chitarra elettrica: come scegliere quella giusta

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Chitarra elettrica

Scegliere la chitarra elettrica giusta per trovare il nostro sound desiderato. Il tocco magico di molti nostri eroi della chitarra che sono riusciti ad assecondare il loro gusto anche in funzione del tipo di strumento usato. Non è solo una questione stilistica ma anche di timbro e scelta degli effetti. Queste cose sono tutte in stretta correlazione, ma un chitarrista non ha la mano e il tocco giusto per tutte le chitarre o effetti. Quindi si deve fare la bellissima esperienza dello spirito della chitarra, la sua voce, la sua anima.

Chitarra elettrica: la sua anima è sempre riproducibile?

Naturalmente, come suggerisce il titolo, stiamo parlando di chitarra elettrica.
Mi soffermerò’ ad una analisi delle più blasonate chitarre. Gibson Les Paul Standard: blasonata e immortale chitarra, caratterizzata da una vera e propria timbrica musicale. Non particolarmente versatile, dal suono inimitabile, ricca di potenti e vellutati bassi e con un sustain molto gradevole e prolungato. “Probabilmente unica nel suo genere“: ricordatevi questa frase. Fender Stratocaster standard. Se vogliamo, la chitarra più nota e popolare. Dal mio punto di vista la più versatile e conosciuta al mondo. La consiglio a chi vuole passare, durante un unico live, dal blues, al rock, al country senza trovare difficoltà. La Fender Stratocaster è la chitarra elettrica più versatile. E’ “Probabilmente unica nel suo genere“: come detto per la Gibson.

Chi ha suonato o chi suona queste chitarre?

Tra i Big della musica vi elenco Jimmy Hendrix, David Guilmor, Eric Clapton, Jimmy Page, Steve Ray Vaughan, Mark Knopfler. tutti questi immensi chitarristi usavano sia la Stratocaster che la Gibson. Ovviamente li ho elencati per farvi comprendere l’immenso valore di questi due capolavori.

La voce

Da chitarrista e compositore di ballate più o meno decenti, mi piace pensare alla loro anima. Un uomo con gli occhialetti e lo sguardo stanco, intagliava con cura il legno scelto: possibilmente il più pregiato. Ore e ore di lavoro sul legno, pensando alla sua voce, alla sua anima, a come vestirla, e come aiutarla a parlare. E’ quell’uomo che trasmetterà, come in una favola di magìa, l’anima alla chitarra elettrica. Quando scegliete una chitarra elettrica non lo fate perché un vostro idolo la usa. Una volta registrai uno dei miei brani: “The Play of the angel” con una Iolana del 1976. Una chitarra “cecoslovacca” trovata dal mio amico Roberto Cavedon: batterista e proprietario del Garage di Asso, il luogo più adatto per cercare cose impossibili per altri. Era un tronco di legno con due magneti: indecifrabili per aspetto e potenza. Lei urlava come un diavolo. Lei si è fatta amare perché trasmetteva l’idea, di un uomo che per costruirla ha dovuto trovare schemi di costruzione dalla “mano nera“. Rischiando la vita o se gli diceva bene la galere: visto che a quel tempo il rock nei Soviet era proibito. Prima di scegliere la voce di una chitarra: cercate di capire prima quale è la vostra voce.


Mark Knopfler


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