Scandalo per Citroën: lo spot sessista accende polemiche

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Negli ultimi tempi neanche gli spot pubblicitari sono immuni dalle polemiche, soprattutto se si prefigura una molestia (o presunta tale). Citroën, il marchio di Stellantis, crea uno scandalo in Egitto.

Lo scandalo in Egitto: di cosa si tratta?

Come dicevamo, lo spot pubblicitario in oggetto è stato trasmesso in Egitto. Protagonista è la popstar locale Amr Diab, e il nuovo modello di Citroën C4. L’artista, a bordo dell’auto, utilizza la fotocamera dello specchietto per scattare una foto ad una sconosciuta incontrata per strada. Tra i due inizia uno scambio di battute, e il tutto viene fatto passare come un flirt condiviso. C’è però chi la pensa diversamente: per qualcuno, infatti, tale situazione sarebbe più simile ad una molestia.


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Pro e contro

Come sempre capita in questi casi, la faccenda ha suscitato diverse reazioni su Twitter, tanto da costringere la Citroën a ritirare lo spot. Ma il pubblico si è diviso in due fazioni, chi ha difeso il marchio sostenendo che si tratti solo di una rappresentazione, e chi dissente. Tra questi ultimi la l’attrice e scrittrice egiziana Rosaline Elbay, che ha twittato “Questa è molestia sessuale. Conosci questo crimine?”. Parimenti, la giornalista egiziana-americana Reem Abdellatif: “Chi ha pensato che sarebbe stata una buona idea fare una pubblicità che consentisse molestie sessuali in un Paese in cui il 98% delle donne ha riferito di essere stata molestata ad un certo punto della propria vita?”.

Pronte scuse

In conseguenza dello scandalo suscitato, la Citroën si è prontamente scusata, con un comunicato preparato appositamente per lo scopo. “Citroën si prende cura di tutte le comunità dei Paesi in cui operiamo, e non tolleriamo alcuna forma di molestia. Siamo profondamente dispiaciuti, e comprendiamo l’interpretazione negativa di questo video. Con il nostro partner commerciale in Egitto, abbiamo preso la decisione di ritirare questo spot da tutti i canali Citroën. Inoltre presentiamo le nostre sincere scuse a tutte le comunità offese”. Quando ad Amr Diab, non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito.