Il satellite spia NROL-44 svela i misteri dell’universo

È partita dalla Cape Canaveral Air Force Station in Florida

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NROL-44

La Terra è colma di angoli misteriosi. Ogni essere umano si trova immerso in un oceano in parte inesplorabile. Poiché non è sufficiente una vita intera per ammirare tutti i siti di questo pianeta. Ciò nonostante, le nostre mete vanno ben più in là. Si spingono oltre il cielo. Fino ad arrivare allo spazio. A questo proposito, l’11 dicembre di quest’anno è stato finalmente lanciato il satellite spia NROL-44.

NROL-44: perché il suo decollo ha tardato?

“Il plan A didn’t work, alphabet has 25 more letters. Stay cool!”. Così afferma un proverbio inglese. “Se il piano A non funziona, l’alfabeto ha altre 25 lettere. Non preoccuparti!”. Pare che il caso di questa sonda spaziale rispecchi alla perfezione queste parole. Non a caso, la missione NROL-44 vede il suo sorgere durante una torrida giornata estiva. Siamo a giovedì 27 agosto 2020. Il satellite non parte. Il suo lancio viene rinviato a pochi giorni dopo per via di alcuni problemi tecnici. Poi gli esperti si accorgono che il quadro non è risolvibile nel giro di poco. Dunque, il progetto slitta a al 5 settembre. Niente da fare, anche in questo caso il congegno non può decollare.

A renderci disponibile la telecronaca del processo è l’ingegnere aerospaziale Tory Bruno attraverso Twitter. Al fine di coinvolgere tutti i noi in questa missione senza pari. In fondo, non capita tutti i giorni di poter sbirciare nello spazio. Tutti noi tendiamo a fantasticare. A porci domande. Magari ipotizzando che cosa nasconda l’universo. Dunque, acquistare un paio di lenti per guardare tutto questo da vicino e in maniera autentica, non è di certo cosa da poco.

Curiosità interstellare

Il primo uomo a varcare la soglia della Terra fu Jurij Alekseevič Gagarin.  Il 12 aprile 1961 a bordo della Vostok 1, quest’uomo riesce a fare luce sul mistero della vita. Venendo a contatto con quei corpi celesti che siamo soliti osservare col naso all’insù. “Eravamo abituati a guardare il cielo e a chiederci quale fosse il nostro posto tra le stelle. Ora ci limitiamo a guardare verso il basso e a chiederci quale sia il nostro posto tra la polvere” Esclamava Cooper nella pellicola Interstellar. In fondo, come dargli torto? Per quanto l’essere umano sia parte della Terra, non sempre riesce a sentirsi parte di essa. Anzi, spesso e volentieri fa corrispondere la sua essenza con il cielo. Con le stelle. Sogna di danzare fra i corpi celesti. Chissà perché agiamo in questa maniera. Forse perché spesso, la vita terrena pesa talmente tanto che desideriamo un po’ di leggerezza.

Ci piacerebbe fluttuare intorno alla luna. Dove le leggi di gravità non coordinano le scatole contenenti le nostre menti. Alcuni/e astronauti/e affermano che viaggiare nello spazio è come porsi dall’altra parte della vita. Come guardare dall’alto l’esistenza, senza però sentirsi direttamente parte di essa. Nell’immaginario di molte persone è proprio questo l’aldilà. Si sogna la vita dopo la morte come una sorta di scenario divino. Nel quale possiamo osservare chi è rimasto sulla Terra dall’alto. Dunque, possiamo affermare che l’uomo si sia già portato avanti? Che egli sia in grado di avere un assaggio di vita paranormale? Non lo sappiamo. Ciò che possiamo dire, è che l’esistenza è di per sé un mistero. Per quanto ne facciamo parte, non la concepiamo in tutte le sue sfumature. Cerchiamo solo di scovarle. Grazie alla nostra curiosità innata.


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