Sarkozy affronterà un processo per corruzione

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Sarkozy affronterà un processo per corruzione

Sarkozy affronterà un processo per corruzione. Per essere precisi l’ex-presidente francese dovrà difendersi dall’ accusa di aver corrotto un alto magistrato della Corte di Cassazione, Gilbert Azibert, per ottenere informazioni riservate sul processo “l’Oreal”.

L’ex presidente francese avrebbe promesso ad Azibert un ruolo chiave a Monte Carlo in cambio delle informazioni sull’andamento del processo a suo carico.

Sarkozy, tuttavia, per la vicenda, “l’Oreal” è stato prosciolto nel 2013, ma le accuse dalle quali l’ex presidente si deve difendere, oggi, fanno riferimento alla sua campagna elettorale del 2007.

In quel periodo, alcune intercettazioni telefoniche rivelarono che Sarkozy aveva ricevuto dei finanziamenti per la sua campagna elettorale, dal ex dittatore M. Gheddafi la cifra di cui si parla, si aggira intorno ai cinquanta milioni di euro.

Gli inquirenti francesi scoprirono che l’ex presidente e il suo legale comunicavano attraverso cellulari intestati a dei prestanome, il nome di Sarkozy era Paul Bismuth.

Come era prevedibile, Sarkozy ha respinto ogni addebito, ma comunque sia, non è la prima volta che un ex presidente è perseguito dalla giustizia, infatti, Jaques Chirac, suo predecessore all’Eliseo (1995-2007), è stato condannato nel 2011 per corruzione.

Chirac fu riconosciuto colpevole dei reati di “sviamento di fondi pubblici”, “abuso di potere”, “interesse privato in atti d’ufficio” e “delitto d’ingerenza”.

Per tornare alle vicende che riguardano Sarkozy, i magistrati francesi lo accusano dunque di corruzione e favoritismo, tuttavia gli avvocati dell’ex presidente hanno preferito non rilasciare dichiarzioni.

La vicenda

L’inchiesta è partita subito dopo la pubblicazione, da parte di un quotidiano francese, di un documento che faceva riferimento a dei finanziamenti illeciti provenienti dalla Libia a favore dell’ex presidente francese.

Sarkozy è stato sottoposto a fermo il 20 marzo 2018, perchè sospettato di aver ricevuto dei finanziamenti per la sua campagna elettorale del 2007 dall’ex dittatore libico Gheddafi.

Sarkozy è stato trattenuto in custodia dalla polizia di Parigi per due giorni per essere interrogato sulla vicenda e per dare dunque la sua versione.

La svolta delle indagini è arrivata solo nel 2016, quando il quotidiano francese LeMonde ha riportato le dichiarazioni di Ziad Takieddine, intermediario di Gheddafi e uomo d’affari, il quale ha affermato di aver portato cinque milioni di euro da Tripoli a Parigi negli anni 2006-07. La somma sarebbe finita direttamente sui conti dell’ex presidente della Repubblica francese, che, in quel periodo, era ministro degli interni.

La vicenda è stata, poi, confermata anche dall’ex ministro del petrolio libico, Shukri Ghanem, morto in circostanze poco chiare nel 2012.

L’ex ministro del petrolio libico non è l’unico ad aver confermato i finanziamenti illeciti che Sarkozy ha ricevuto, anche Bechir Saleh, ex finanziere di Gheddafi, aveva rilasciato le medesime dichiarazioni al giornale LeMonde.

Per l’ex presidente francese dunque i problemi giudiziari sembrano appena iniziati, poichè due anni fa, egli fu rinviato a giudizio per un’altra inchiesta su presunti fondi neri che avrebbe impiegato per la sua campagna elettorale del 2012, vinta da Froncois Hollande.

Per le elezioni del 2012 Sarkozy sarebbe stato accusato di aver fatturato spese superiori rispetto a quelle che effettivamente ha sostenuto.

Qqualunque sia il destino giudiziario di Sarkozy, è la prima volta che un presidente della Repubblica francese finisce sotto processo per corruzione.