Sanzioni americane: la Siria denuncia i crimini di guerra

Le sanzioni americane in Siria non sembrano raggiungere il loro obiettivo, anzi, stanno indebolendo i civili

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Faisal al-Mikdad, il ministro degli esteri siriano, ha puntato il dito contro le sanzioni americane. Secondo al-Mikdad, dovrebbero essere considerate dal mondo intero come dei “crimini di guerra”. Il ministro ha detto: “Le misure coercitive degli Stati Uniti contro la Siria sono disumane e possono essere classificate come crimini di guerra e crimini contro l’umanità“.

Di chi è la colpa delle sanzioni americane?

Al-Mikdad ha chiesto ai paesi occidentali di cambiare strategia con i paesi in via di sviluppo. Secondo lo stesso, il loro approccio coercitivo è solo una punizione. Il diplomatico ha chiamato queste azioni: “disumane accusandole di andare contro il “diritto internazionale“. Al-Mikdad non ha dicerto nascosto chi fosse per lui il reale nemico e carnefice: Donald Trump. Il ministro lo ha accusato di aver distrutto i progressi della comunità internazionale. “Ha sabotato le organizzazioni internazionali e le equazioni che sono state costruite dalla fine della seconda guerra mondiale“, ha aggiunto. Il rappresentante siriano ha accusato poi l’America di mantenere dei legami con gli altri paesi sulla base del terrore. Questo terrore si concretizza in minacce, sanzioni e pressioni militari. Infine, Al-Mikdad ha chiesto a Biden di cambiare le cose e di rispettare la Carta delle Nazioni unite.

Le sanzioni americane impoveriscono i civili

L’obiettivo delle sanzioni americane è abbastanza semplice: proteggere i civili siriani dal regime. Tuttavia, dopo anni e anni di guerra, non è chiaro se queste punizioni funzionino davvero. Nel giugno del 2020, il programma alimentare mondiale dava l’allarme per una possibile carestia in Siria. Pochi giorni dopo, l’America ha imposto nuove sanzioni. Queste punizioni si sommano a tutte quelle precedenti, spingendo l’economia della Siria a un passo dal baratro. Secondo gli esperti, Washington dovrebbe chiarire le esenzioni umanitari e allentare le sanzioni finché queste vengono rispettate. Isolare e impoverire un paese distrutto dalla guerra non sembra essere la strategia giusta.

La Siria è rimasta sola

Le sanzioni americane del 17 giugno, puntavano a isolare la Siria ancora di più. A quanto pare ce l’hanno fatta, i paesi terzi se ne guarderanno bene dal fare accordi con il regime siriano, almeno finché non rispetta determinati requisiti. La Caesar Civilian Protection Act punisce chi fornisce “materiale finanziario significativo o supporto tecnologico” al governo siriano. L’obiettivo della legge è bloccare il flusso di fondi verso la Siria. Dal 2011, anche l’Unione Europea ha iniziato a punire il regime siriano e i suoi sostenitori. Fino al giugno 2020, l’UE aveva vietato i viaggi e congelato i beni di 273 siriani e non e di 70 entità. Questi erano accusati di “repressione violenta contro la popolazione civile in Siria”.

 

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