Sanyu, il pittore dimenticato in vita e ora osannato come «Matisse cinese»

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Sanyu: le sue opere battute all'asta a prezzi da record.

È morto a Parigi nel 1966 in povertà, e soltanto adesso la sua arte sta conoscendo un successo clamoroso, tale da spingere a definirlo il «Matisse cinese». Stiamo parlando di Sanyu, artista cinese-francese i cui quadri in questi ultimi anni sono diventati tra i più richiesti tra i collezionisti, nonché battuti all’asta a prezzi da capogiro. Di recente, ad esempio, una sua opera è stata venduta all’incanto al costo di 258 milioni di dollari di Hong Kong (circa 33 milioni di dollari) con quattro potenziali acquirenti che si sono sfidati a colpi di rilancio per ben dieci minuti.

Il quadro da record risale agli anni ’50 e si chiama «Quatre Nus». Raffigura quattro nudi femminili distesi, realizzati nella fase più matura dello stile artistico di Sanyu. Il dipinto è stato messo all’asta durante il primo evento organizzato da Sotheby’s a Hong Kong dopo il lockdown per l’emergenza coronavirus. Ma questa non è la prima volta in assoluto in cui un lavoro del pittore cinese-francese viene ceduto per una somma di denaro considerevole. Ad esempio, nel mese di ottobre del 2019, «Nu» che riproduce una donna nuda sdraiata, sempre da Sotheby’s è stato comprato per 198 milioni di dollari di Hong Kong (25 milioni di dollari americani).

Sanyu e il suo quadro Nu.

Non da meno è stata la casa d’aste Christie’s che nel novembre del 2019 ha fatto cadere il martelletto sull’ultima offerta da 304 milioni di dollari di Hong Kong (all’incirca 39 milioni di dollari statunitensi) per il quadro «Five Nudes», uno dei sei nudi più agognati dagli appassionati dei lavori di Sanyu. Vinci Chang, direttore del reparto arte moderna asiatica di Sotheby’s, ha dichiarato che i costi raggiunti durante le vendite delle opere del pittore cinese dimostrano l’importanza che ha raggiunto il suo nome e la sua arte tra i collezionisti.

Sanyu ha vissuto in povertà fino alla morte sopraggiunta nel 1966

L’interesse nei confronti della pittura del cosiddetto «Matisse cinese» è in costante aumento: basti pensare che tra il 2000 e il 2019 le valutazioni dei suoi dipinti sono schizzate in alto del 1.100% e il database Artprice riporta che il culmine dell’attenzione verso Sanyu si sta avendo sia nella Cina continentale che a Hong Kong. In generale, i suoi quadri sono al 16° posto tra quelli più venduti al mondo solo nel 2019, e hanno superato altri grandi nomi dell’arte internazionali quali Mark Rothko e Roy Lichtenstein.

I segreti nascosti in quadri famosi

Artprice, analizzando questi dati, ha sottolineato che ad oggi per un collezionista asiatico riuscire ad avere un’opera di Sanyu equivale ad aver ottenuto un quadro di Matisse, aggiungendo che in effetti in diverse sue rappresentazioni, per stile e pennellate, ricorda molto da vicino il pittore e scultore francese. Tutto ciò sembra davvero paradossale se si pensa che in vita l’artista cinese non solo non è mai stato adeguatamente riconosciuto né apprezzato, ma è stato costretto ad un’esistenza in povertà.

Nato nel 1901 a Sichuan, provincia sud-occidentale della Cina, intorno agli anni ’20 si trasferì a Parigi in cerca di fortuna. Qui scoprì il suo grande amore per i soggetti quali nature morte e fiori, ma soprattutto si appassionò ai nudi, che in quel periodo non rientravano nei canoni dell’arte cinese. Nonostante fosse vicino a molti circoli dell’avanguardia, Sanyu per poter vivere della sua attività fu costretto a confidare nella magnanimità dei privati, piuttosto che nelle mostre o nei musei. Nel secondo dopoguerra produsse quasi tutti i suoi nudi più famosi, ma durante la sua vita non vennero particolarmente apprezzati dai contemporanei. Comunque in questo periodo cominciò a sposare quelle linee e lunghe curve e colori più vivaci e audaci che lo avvicinarono molto a Matisse.

Le opere di Sanyu accostate a quelle di Matisse.

Sanyu non produsse solo acquerelli e sculture ma anche circa 56 dipinti a olio. Queste tecniche le aveva apprese dal suo soggiorno a Parigi e dal contatto con le correnti artistiche occidentali, mentre molto più vicine alla tradizione cinese risultarono la pittura a inchiostro e l’esercizio della calligrafia. Nonostante questa vasta produzione, non riuscì a far breccia nel cuore dei critici e nemmeno degli appassionati: oggi si pensa che ciò sia avvenuto in parte alla sua personalità eccentrica che lo tenne lontano dall’organizzazione di mostre, e in parte anche alla sua invenzione del ping-tennis, uno sport al quale era molto legato e che provò a promuovere ma con scarso successo. Morì in povertà il 12 agosto 1966 a causa di una fuga di gas nel suo studio.

La riscoperta postuma di Sanyu è di fatto iniziata intorno alla fine degli anni ’80, quando a Taiwan gli è stata dedicata una mostra presso il Museo delle Belle Arti di Taipei. Nel 1995 è salito ulteriormente alla ribalta quando Sotheby’s ha mostrato per la prima volta al pubblico una serie di nudi del pittore cinese-francese che erano appartenuti alla collezione di uno dei suoi più grandi ammiratori, il compositore Johan Franco. Da questo momento è stato un continuo crescendo di interesse e di critiche positive, compreso il paragone ormai conclamato con Matisse, fino alle recenti vendite all’incanto che hanno confermato quanto ormai Sanyu sia diventato dopo la sua morte uno dei maggiori esponenti della pittura contemporanea.

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