Santa Sede all’Onu: garantire rispetto diritti umani agli afghani

La Santa Sede all'Onu nella sessione dei diritti umani dedicata alla crisi afghana lancia l'appello per una grande missione umanitaria.

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Santa Sede all'Onu

Mentre la popolazione afghana ostaggio dei talebani, sta vivendo ore drammatiche, ieri al vertice di emergenza del G7 ospitato nel Regno Unito, il primo ministro Boris Johnson ha fatto pressione su Biden. Per mantenere le forze americane a terra all’aeroporto di Kabul. E fornire ulteriore sicurezza. Nonchè prolungare la fase di evacuazione. Ma il presidente americano ha chiarito che rispetteranno la deadline del 31 agosto. Troppo alto il rischio dopo le minacce e l’ultimatum dei talebani. Nel caso in cui gli americani non lasciassero il Paese entro la fine del mese. Intanto la Santa Sede all’Onu durante la 31a Sessione Speciale del Consiglio dei Diritti Umani dedicata alla crisi in Afghanistan lancia l’appello per una grande missione umanitaria.

Qual è l’appello della Santa Sede all’Onu?

Mons. Putzer, della Missione permanente di osservazione della Santa Sede all’Onu, chiede aiuti e solidarietà in sostegno della popolazione afghana. Pronta a fuggire dal Paese. Scosso dall’arrivo dei Talebani. Per il rischio di persecuzione, di abusi e di violazioni dei diritti fondamentali che corrono decine di migliaia di persone. Specialmente donne. Membri di minoranze etniche e religiose. Persone LGBTQ. Pertanto l’alto Rappresentante della Sede Apostolica ha dichiarato: “Abbiamo la speranza di una risoluzione pacifica e rapida delle tensioni in corso. E la Santa Sede continua a sostenere il dialogo inclusivo“. Per il Vaticano questo dialogo “rappresenta lo strumento più potente per raggiungere la pace”. Quindi, “l’appello a tutta la comunità internazionale in favore di una dichiarazione sull’accoglienza dei rifugiati nello spirito della fraternità umana”.

Il fallimento della politica estera occidentale

Il momento storico che stiamo vivendo con la fuga a gambe levate degli americani dall’Afghanistan trasuda d’ipocrisia. In quanto gli afghani, e soprattutto le afghane, non hanno bisogno di nessuna conferenza per capire che tipo di regime sarà quello talebano. Perchè nella legge islamica (Sharia), non c’è nulla che abbia a che fare con la dichiarazione universale dei Diritti Umani. Gli USA possono fare quello che vogliono. Ma in questi venti lunghi anni le generazioni che nascevano in Afghanistan crescevano in un Paese senza talebani. Ora in due settimane capovolgiamo il mondo di queste persone. Li abbandoniamo a dei veri e propri carnefici. E dopo avergli fatto sentire la democrazia li rigettiamo nel Medio Evo islamista. “La comunità internazionale non deve tradirle e deve accelerare gli sforzi per garantire l’evacuazione. Gli stati devono superare le esitazioni. E assumere iniziative adeguate per proteggerle” Ha dichiarato Agnes Callamard. Di Amnesty International.


I media afghani affrontano l’ignoto