Santa Rosalia: Sicilia in preghiera per sconfiggere il coronavirus

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L’epidemia da coronavirus sta ormai interessando non solo l’Italia, ma tanti altri Paesi nel mondo alle prese con la pericolosa avanzata della malattia. Il bilancio del 13 marzo relativo alla situazione lungo la nostra penisola parla di 14.955 persone positive, 1.266 vittime e 1.439 pazienti guariti. Gli italiani in questi giorni – seguendo le disposizioni dell’ultimo DPCM – si sono barricati in casa e stanno limitando le uscite soltanto a situazioni di necessità per dare una spallata al Covid-19. Nel frattempo, in Sicilia ci si rivolge anche a Santa Rosalia, innalzando delle preghiere affinché possa compiere il miracolo di far sparire il virus proveniente dalla Cina. Il legame tra i siciliani e la santa palermitana è molto forte. La leggenda riporta che nel 1625, quando sulla regione si abbatté una terribile epidemia di peste, Rosalia apparve miracolosamente a un uomo. In questa circostanza, gli disse che se tutti i cittadini di Palermo avessero sfilato in processione portando le sue reliquie fino ad una grotta del Monte Pellegrino, la pestilenza sarebbe sparita per sempre. E così, dopo aver avuto fede nelle parole dell’eremita morta circa 500 anni prima, si dice che realmente il morbo sia svanito da un momento all’altro. Oggi, a 400 anni di distanza dal presunto miracolo, la Sicilia è tornata ad invocare l’intervento della sua protettrice. Rispettando il divieto di assembramento e di uscire di casa, i palermitani hanno cominciato a far circolare su WhatsApp delle preghiere per chiedere a Santa Rosalia di bloccare il coronavirus che sta uccidendo tante persone in Italia.

La Sicilia chiede il miracolo a Santa Rosalia, Leoluca Orlando avvisa: «Pazienza e determinazione»

Mentre Palermo e tutta la Sicilia si stanno ritrovando virtualmente per pregare Santa Rosalia, il sindaco del capoluogo, Leoluca Orlando, è intervenuto per esprimere la sua opinione sull’emergenza sanitaria che sta attanagliando l’Italia e la sua regione. Il primo cittadino ha affermato che l’ultima crisi è avvenuta nel 1992 quando, per combattere contro la mafia, in città arrivò anche l’esercito. Il politico 72enne ha ricordato che, durante la lotta contro lo Stato, Cosa Nostra ha mietuto più vittime del coronavirus, uccidendo poliziotti, magistrati, giudici e giornalisti. Per contrastare questa spirale di violenza, lo Stato inviò ben cinquemila soldati. Il sindaco di Palermo ha ammesso che non dimenticherà mai quei giorni difficili, aggiungendo però che quei drammatici momenti sono stati anche l’inizio di una vera e propria rivoluzione che ha permesso agli abitanti del capoluogo siciliano di: «Sollevare la testa contro la mafia». Proseguendo nelle sue affermazioni, l’ex europarlamentare ha detto che sono stati impiegati diversi anni per indebolire la presenza di Cosa Nostra in città. Di conseguenza, come non è stato possibile battere la mafia in pochi giorni, così anche il coronavirus non potrà essere sconfitto nel giro di una settimana. «Vincere battaglie richiede pazienza e determinazione», ha concluso Leoluca Orlando.

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