Samuel Wallis, il navigatore che il 18 giugno 1767 sbarcò per primo a Tahiti

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Samuel Wallis: il navigatore che per primo sbarcò a Tahiti.

Samuel Wallis ha legato gran parte della sua vita al mare, essendo stato non solo un navigatore, ma anche un valido ufficiale di marina impegnato in numerose battaglie per difendere il suo Paese, l’Inghilterra. Il suo nome, tuttavia, è entrato nella storia perché il 18 giugno 1767 è stato il primo uomo a sbarcare su quella che poi sarebbe diventata la famosa isola di Tahiti, nell’Oceano Pacifico, mentre era impegnato in una lunga missione di circumnavigazione del mondo.

Nato in Cornovaglia il 23 aprile 1728, Samuel Wallis fin da giovanissimo partecipò come aspirante guardiamarina alla guerra tra Inghilterra e Francia del 1744-1749. In seguito alla Pace di Aquisgrana sancita nell’ottobre 1748, ottenne la prima importante promozione come tenente. A partire dal 1756 e fino al 1763, i due Paesi rivali diedero vita a un nuovo conflitto, con la Spagna che si alleò con i francesi e il Portogallo con gli inglesi. Nel corso delle operazioni belliche, all’ufficiale di marina venne assegnata la nave da guerra Invincible. Invece nell’aprile del 1757 fu posto al comando di una fregata che si trovava lungo le acque dell’America Settentrionale. Proprio in questo periodo, grazie anche al sostegno di Boscawen, ottenne i gradi di capitano.

Dopo aver stazionato per circa 18 mesi in Nord America, Samuel Wallis ebbe l’onore e l’onere di guidare la Prince d’Orange, un natante bellico dotato di ben 60 cannoni che venne impiegato per una missione nello Stretto della Manica. Il capitano fu al comando di questa nave fino al giorno della stipula della Pace di Parigi del 1763. Un’ulteriore svolta nella sua vita arrivò circa tre anni dopo, quando gli fu affidata la HMS Dolphin per circumnavigare il mondo coadiuvato da Philip Carteret al comando dello Swallow. Le due imbarcazioni attraversarono lo Stretto di Magellano, e successivamente fu proprio Wallis a proseguire verso l’isola di Tahiti, e quando scoprì queste terre meravigliose e incontaminate le chiamò Isole di Re Giorgio III in omaggio al suo sovrano.

Storia e vita di Samuel Wallis.

Il primo contatto con gli indigeni non fu affatto facile, poiché questi si mostrarono piuttosto restii ad accettare l’approdo degli sconosciuti visitatori, e addirittura per ridurli a più miti consigli gli uomini del navigatore inglese dovettero sparare diversi colpi di cannone. Dopo essere giunto per primo nella storia a Tahiti il 18 giugno 1767, Samuel Wallis prosegui nelle sue esplorazioni, giungendo a Batavia, in Indonesia. Qui gran parte del suo equipaggio contrasse una terribile dissenteria che uccise diversi uomini e così, dopo aver fatto rotta verso il Capo di Buona Speranza, nel maggio del 1768 il capitano rientrò in patria. I viaggi di Wallis furono molto utili per James Cook, poiché questi poté fare tesoro di diverse informazioni ricevute prima di salpare verso l’Oceano Pacifico, spedizione alla quale avrebbero poi partecipato dei membri dell’equipaggio del capitano della Dolphin.

Nel 1780 Samuel Wallis fu insignito del prestigioso titolo di Commissario dell’Ammiragliato, e in Polinesia l’arcipelago venne ribattezzato in suo onore proprio Wallis e Futuna.

Tahiti dopo Samuel Wallis: i contatti con altri europei

Dopo lo sbarco di Samuel Wallis nel giugno del 1767, le descrizioni di quel luogo paradisiaco, sereno e dalla natura incontaminata attirarono le attenzioni di altri esploratori. Infatti in seguito alla scoperta del navigatore inglese, presso l’isola dell’Oceano Pacifico giunse il francese Louis Antoine de Bougainville, che scrisse un libro dal titolo «Voyage autour du monde», nel quale illustrò minuziosamente Tahiti, rivelando che si trattava di una sorta di paradiso terrestre nel quale gli uomini vivevano nell’assoluta innocenza, lontano da guerre e da qualsiasi forma di corruzione. Da questo testo emerse il famoso concetto del «buon selvaggio», che poi sarebbe diventato uno dei punti fermi delle riflessioni di filosofi come Rousseau.

Nel mese di aprile del 1769 fu James Cook a spingersi fino a Tahiti, avendo ricevuto dai Lord dell’Ammiragliato l’ordine segreto di soggiornarvi per osservare il Transito di Venere. Il navigatore britannico si stabilì in un campo da lui realizzato fino al 9 agosto. Negli anni successivi i viaggi verso l’isola si moltiplicarono, e tra questi passò alla storia quello della HMS Bounty, il cui equipaggio diede vita ad un ammutinamento nel 1789 poiché si era ormai abituato ai ritmi di vita presenti in quel luogo e non voleva più rientrare in patria. Purtroppo la sempre maggior presenza degli europei in zona portò ad una contaminazione delle abitudini e degli stili di vita, infatti cominciarono a diffondersi prostituzione, abuso di alcool e malattie veneree. Inoltre gli europei iniziarono a promuovere l’adesione al Cristianesimo da parte degli indigeni.

Breve storia di Tahiti durante le esplorazioni europee.

Scoppiarono anche delle violente epidemie di vaiolo, tifo e influenza che costarono la vita a numerosi tahitiani, la cui popolazione (già di numero piuttosto contenuto) calò ad appena 16mila abitanti, ma negli anni successivi crollò ulteriormente fino a toccare la cifra di 6.000 persone. Da menzionare anche lo sbarco di Charles Darwin nel novembre del 1835 con la famosa HMS Beagle. Lo studioso inglese rimase particolarmente colpito dalla vita di sobrietà e dalla morale che i missionari erano riusciti ad insegnare agli indigeni. Tuttavia ci furono delle tensioni con la regina Pomare IV, infatti il capitano FitzRoy portò avanti una trattativa per ottenere un indennizzo in seguito ad un attacco ad un natante battente bandiera inglese da parte dei residenti del luogo.

Negli anni a seguire si aprì il lungo contenzioso e anche gli scontri con la Francia, con l’isola che dapprima fu un protettorato francese e poi, il 29 giugno 1880, il re Pomare V si vide praticamente obbligato a cedere ai transalpini la sovranità di Tahiti. Si dovette attendere fino al 1946 perché l’arcipelago e tutta la Polinesia Francese fossero riconosciuti come territorio francese d’oltremare: ciò consentì ai locali di ottenere la cittadinanza, diritto per il quale si era battuto strenuamente Marcel Pouvana’a A Oopa. Nel 2003, invece, lo status venne modificato in Collettività d’oltremare.

Il governo transalpino è finito nell’occhio del ciclone per aver condotto tra il 1966 e il 1996 circa 193 test nucleari presso le isole di Moruroa e Fangataufa. Dopo numerose polemiche, il 27 gennaio 1996 è stato effettuato l’ultimo esperimento atomico della Francia a Tahiti.

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