Samuel Taylor Coleridge: cosa leggere per conoscerlo

Poetica e opere del fondatore del Romanticismo inglese

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Samuel Taylor Coleridge

Il 21 ottobre 1772 a Ottery St Mary, nella contea di Devon (UK), nasceva Samuel Taylor Coleridge. Poeta, critico letterario e filosofo, egli fu fondatore insieme all’amico e collega William Wordsworth della corrente poetica del Romanticismo inglese.

Coleridge, la giovinezza e gli studi

In seguito alla morte del padre, il giovane Coleridge venne mandato alla Christ’s Hospital School di Londra. Lì si dedicò, oltre allo studio della letteratura inglese, anche allo studio del latino, del greco e dell’ebraico. Nel 1791 cominciò a frequentare l’Università di Cambridge, dove continuò a scrivere poesie, passione che coltivava già da tempo.

In questo periodo iniziò a interessarsi sempre di più alla situazione politica del tempo. Infatti, col proprio amico poeta Robert Southey, divenne un acceso sostenitore dei valori e degli ideali portati avanti della Rivoluzione Francese. Insieme, i due amici sognavano di fondare una società utopica situata in Pennsylvania, la Pantisocrazia: il progetto, però, non fu mai più che un pallido sogno.

Il 1794 è un anno fondamentale per Samuel Taylor Coleridge. Egli, infatti, abbandonò Cambridge, senza conseguire la laurea. Allo stesso anno risale anche il matrimonio con Sarah Fricker, sorella della moglie di Southey. Questo, però, non fu un matrimonio felice per i due, anche a causa della dipendenza da oppio che il poeta andava sviluppando. Coleridge, infatti, faceva uso di tale sostanza per alleviare i dolori causati dai reumatismi di cui soffriva.

Quali opere letterarie leggere per comprendere la poetica di Samuel Taylor Coleridge?

A distanza di qualche anno, Samuel Taylor Coleridge si trasferì nel Somerset. Lì divenne amico di William Wordsworth e di sua sorella Dorothy. Fu proprio questo sodalizio a segnare la svolta definitiva che stava per prendere la poesia inglese. I due poeti intrapresero infatti una collaborazione intellettuale che confluì nella pubblicazione delle Ballate Liriche, nel 1798. Essa è una raccolta che contiene poesie di Wordsworth – il quale ne scrive anche la Prefazione generale – e di Coleridge. In quest’opera sono contenute le più importanti opere di Coleridge: La Ballata del Vecchio MarinaioChristabel e Kubla Khan. In queste, il poeta affronta le tematiche romantiche più caratteristiche, quali la natura, il soprannaturale, il misterioso e l’esotico.

Nell’inverno 1798-1799 Wordsworth e Coleridge si recarono in Germania, dove Coleridge si appassionò alla filosofia idealistica, apprese la lingua tedesca e intraprese una serie di traduzioni. In seguito, i due poeti fecero ritorno in Inghilterra, stabilendosi nella regione del Lake District – situata nel nord-ovest dell’Inghilterra – dove protrassero la collaborazione intellettuale e poetica. La salute di Coleridge, intanto, andava via via peggiorando. Ad aggravare la sua situazione, la pesante dipendenza da oppio che aveva sviluppato cagionò la fine della sua amicizia con Wordsworth.

Seguì, per queste ragioni, un periodo di profonda depressione e di perdita di fiducia per la propria vena creativa. Terminato un periodo a Malta, visitata nella speranza di recare giovamento alle sue condizioni di salute, Coleridge fece ritorno a Londra. Nella capitale inglese diede vita a una serie di conferenze su argomenti letterari. Grande attenzione venne da lui dedicata a William Shakespeare, tanto da fondare le basi per la critica shakespeariana che di lì a poco sarebbe sorta. Al 1817 risale la sua Biographia Literaria, un’opera autobiografica contenente argomenti di critica letteraria e riflessioni filosofiche. Coleridge morì nel 1834. 

Ballate Liriche

La storia della letteratura inglese non contempla rapporti di collaborazione così stretta tra poeti tra loro tanto diversi quanto quella tra Wordsworth e Coleridge. Come asserisce lo stesso Coleridge nella sua Biografia Letteraria, dalle conversazioni che intratteneva con il collega emergeva come, pur condividendo alcune idee, le loro poetiche erano profondamente divergenti.

Quando attesero insieme alle Ballate Liriche, i due stabilirono che il quotidiano sarebbe stato l’argomento di pertinenza della poesia di Wordsworth, mentre Coleridge avrebbe approfondito di avvenimenti e azioni almeno in parte soprannaturali. Queste ultime, trattate come fossero situazioni reali, provocano nel lettore ciò che il poeta definiva “volontaria sospensione dell’incredulità“. Il lettore, infatti, viene proiettato in un mondo straordinario, proprio come accade all’invitato a nozze ne La Ballata del Vecchio Marinaio, e accetta deliberatamente come vero tutto ciò che legge.

Biografia Letteraria

Coleridge diede un contributo fondamentale alla nascita della poesia romantica inglese. Così come i poeti William Blake e William Wordsworth, anche Coleridge ribadì l’importanza del ruolo dell’immaginazione. Essa viene concepita da quest’ultimo come una facoltà divina in virtù del quale il poeta ha la possibilità di modificare e ricreare il mondo che lo circonda.

In Biografia Letteraria, Coleridge distinse tra immaginazione primaria e secondaria. Definì l’immaginazione primaria come “l’agente primo di ogni percezione umana”, ossia ciò che rende possibile la conoscenza ed è comune a tutti gli uomini. L’immaginazione secondaria, coesistente con l’immaginazione primaria, è l’immaginazione poetica che “dissolve, diffonde e dissipa al fine di ricreare”; quindi, è ciò che permette al poeta di creare un’opera artistica. 

Kubla Khan

Kubla Khan è tra le opere più celebri di Coleridge. In una prefazione il poeta racconta le circostanze che hanno portato alla composizione di questa poesia, rimasta per altro incompleta e di cui sono rimasti solo cinquantaquattro versi. Coleridge scrive che a causa del suo malessere fisico, era stato costretto a ritirarsi per un periodo nella sua casa di campagna tra Porlock e Linton, al confine tra il Devon e il Somerset.

In seguito a una leggera indisposizione aveva assunto un analgesico: questo, in realtà, era una dose di oppio, che lo aveva addormentato profondamente. Prima di soggiacere al potere narcotico della droga, Coleridge stava leggendo un libro. Esso parlava del Kublai Khan, il grande imperatore della Mongolia, nipote di Gengis Khan, vissuto alla fine del XIII secolo.

Il poeta afferma così di aver composto in sogno due o trecento versi su questo evento e che quando si svegliò, si affrettò a mettere per iscritto la poesia. Afferma anche, però, che una persona di cui non viene rivela l’identità era venuta a fargli visita da Porlock, interrompendo così il suo lavoro. Quando il visitatore era andato via, però, lui aveva dimenticato il resto del sogno. Per questa ragione la poesia è rimasta incompleta e i critici letterari hanno intravisto in questo enigmatico visitatore una metafora del mondo reale che si frappone tra il poeta e il suo processo creativo. 

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