Salvini tra Draghi e Meloni: il destino della Lega

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Salvini tra Draghi e Meloni

Salvini tra Draghi e Meloni: è proprio il caso di dirlo, questa volta il leader di Lega sembra volersi davvero isolare, mettendosi da solo spalle al muro. Infatti, guardando allo scenario politico attuale, per quanto tumultuoso, si distinguono due schieramenti: chi sostiene la linea del governo e chi, invece, fa opposizione. Nel governo capitanato dal premier Mario Draghi, è Giorgia Meloni a guidare il fronte dell’opposizione. La leader di Fratelli d’Italia incede fedelmente nella sua linea politica, confermando la volontà espressa non votando la fiducia al governo Draghi. Matteo Salvini, dal canto suo, decise di schierarsi a favore di Mario Draghi premier, votando dunque la fiducia al suo governo. Salvo poi agire controcorrente.

Salvini tra Draghi e Meloni: un governo, un’opposizione e poi?

Matteo Salvini decide di distinguersi, possiamo dire si trovi dunque tra due fuochi. In merito al decreto Riaperture, in cui vengono discussi i termini del graduale ritorno alla normalità, si produce una spaccatura. Infatti, la Lega di Salvini si inserisce nella cerchia dei partiti che votarono la loro fiducia a Draghi. Pertanto, va da sé che la fiducia implichi appoggio, condivisione di pensiero e modo di agire. In questa occasione, però, Matteo Salvini viene meno al suo voto, remando contro le decisioni del governo Draghi. In particolar modo, quel che non va giù a Salvini è la conferma del coprifuoco, misura che si ritrova attualmente confermata. Il leader della Lega auspicava fortemente uno sconto sull’orario. Quanto meno sperava di posticiparlo di un’ora, alle 23. Dinnanzi a questa situazione, dunque, Salvini decide di astenersi dal voto, rifiutando di esprimere il suo consenso e di schiararsi a favore di questo provvedimento.

Questo il suo commento in merito: “Non me l’ha prescritto il dottore di votare per forza qualcosa di cui non sono convinto“.

Quali sono le conseguenze dell’astensione della Lega al voto?

Matteo Salvini è profondamente convinto del suo agire, tanto da spingersi ad attuare un gesto piuttosto grave ed inaspettato. “La Lega chiede di dare fiducia agli italiani che hanno dimostrato per un anno pazienza e rispetto delle regole. Non potevamo votare un decreto che continua a imporre chiusure, coprifuoco, limitazioni“. Nonostante questo imprevisto, causa di sgomento e non pochi moti di profondo fastidio, il decreto varato dal governo e dai gruppi parlamentari che vi hanno votato a favore, è ugualmente approvato. Nessuno slittamento nell’orario del coprifuoco, che si mantiene il medesimo già in vigore. Anche senza il voto di Salvini si procede nella direzione intrapresa, in quanto i numeri sono sufficienti e consentono di proseguire in tal senso.

Salvini tra Draghi e Meloni: in che posizione si trova adesso?

Salvini, è suo malgrado perfettamente consapevole dell’eventualità di essere buttato giù dal carro di chi detiene potere decisionale. In altri termini, il leader della Lega non nasconde il timore di essere escluso dal governo per via di questo voltafaccia. Infatti, ha appena avuto la dimostrazione, nei fatti, che pur senza i voti della Lega sussistono comunque i numeri necessari e, di conseguenza, l’autorizzazione legittima a procedere grazie alla cosiddetta “maggioranza Ursula”. Inoltre, Matteo Salvini inizia a suscitare un certo dissapore agli occhi dei suoi compagni di partito, ormai apparentemente filo-draghiani. In effetti, Giancarlo Giorgetti, Massimo Garavaglia ed Erika Stefani, esponenti leghisti al consiglio dei ministri, seguono il pensiero di Draghi. Pensiero, che in questa data circostanza, è stato tutt’altro che lusinghiero.

Salvini dunque, oppresso dal clima ostile che sta insorgendo nei suoi confronti, dichiara: “I dati sanitari fortunatamente sono in netto miglioramento: negli ultimi giorni sono migliaia i letti di ospedale che si sono liberati. Con rigidi protocolli di sicurezza, con prudenza e mantenendo le distanze, si può anzi si deve tornare a vivere e lavorare al chiuso e all’aperto. Voteremo il prossimo decreto se insieme al piano vaccinale e alla tutela della salute prevedrà il ritorno alla vita e il ritorno al lavoro“.