Salvini e la piazza: amore duro a morire

Il senatore si esprime in merito alla manifestazione non autorizzata dalla questura di Roma

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Salvini e la piazza

É di ieri la notizia, riportata dall’Ansa, che il leader del Carroccio, in merito alla manifestazione, non autorizzata, avvenuta a Roma “Io Apro”, ha dichiarato che: “Da ministro avrei autorizzato quel corteo: io sono sempre per la libertà di manifestare. Ci sarei andato io, in piazza, insieme ai miei poliziotti.”. Questo è quanto ha detto Matteo Salvini intervenuto alla conferenza stampa della presentazione del libro di Corrado Ocone “Salute o libertà: un dilemma storico”. Del resto l’amore tra Salvini e la piazza è risaputo, sin dai tempi in cui sosteneva le idee del Leoncavallo e in seguito quando militava a sinistra tra le file dei comunisti padani .

La piazza per Salvini è fondamentale per fare populismo!

Essere nazional-popolari vorrà pur significare qualcosa, a prescindere dai contenuti! Sì, perchè Salvini in passato ha sostenuto i principi di un movimento come i comunisti padani. Certo, sempre all’interno del tentativo folkloristico di creare un Parlamento Padano, volto alla scissione con Roma. All’epoca non c’era ostilità contro gli immigrati e Salvini, uomo della piazza, ha cavalcato i malumori in quella terra di mezzo dove la sinistra non otteneva consensi, quella dei comunisti padani arrabiati e insoddisfatti. É stato bravo l’erede di Bossi a sfruttare il momento e a rigirare a suo favore ogni situazione. Fino a quando l’attimo non fu propizio, era il 1998, per cavalcare l’onda e agitare le folle contro l’apertura di una moschea, contro le comunità Rom e istituire un numero telefonico per denunciare la delinquenza legata ad immigrati.

É inevitabile che Salvini abbia tanti consensi!

Negli anni in cui l’immigrazione diventava più massiccia Salvini scendeva in piazza e alimentava la paura. Una parte di italiani che sostengono Salvini non vogliono cambiamenti, hanno timore che qualcuno venga in Italia per rubargli il pane! Alimentando anche l’ignoranza sul tema, perchè nessuno di quelli che temono gli immigrati andrebbe a spaccarsi la schiena nei campi di pomodoro, sfruttati, sottopagati e schiavizzati. Ma tant’è, il populismo a questo porta.


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Gli altri, i diversi siamo anche noi in altri parti del mondo!

Non è facendo propaganda che si riforma un Paese. Ma contribuendo a migliorarlo con la politica adeguata, chi sta al governo deve lavorare col governo. Bisogna adoperarsi per le soluzioni, per migliorare le condizioni, non gettare acqua sul fuoco, specie in un momento come questo. Aprire, chiudere, la mascherina no, poi la mascherina sì, fare le vacanze. Tutto questo mentre la gente ancora muore. Fare come Salvini che pensa alla piazza, perchè lì c’è un bacino di utenza da acchiappare, tenendo un piede in due scarpe è da furbacchioni ma ormai solo chi è superficiale ci può cascare!

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