Salvini e Giorgetti ai ferri corti: sale la tensione nella Lega

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Salvini e Giorgetti ai ferri corti

La successione di Mattarella è diventata una competizione fra, e all’interno dei partiti. Intanto stiamo assistendo a due eventi che per certi versi possiamo ritenere straordinari. In primis, il ministro leghista dello Sviluppo economico Giorgetti che parla di un “semipresidenzialismo de facto” con Draghi al Colle. Riservando oltremodo una stoccata al veleno al suo segretario, Matteo Salvini. Affermando: “Se vuole istituzionalizzarsi in modo definitivo, Salvini deve fare una scelta precisa. Capisco la gratitudine verso la Le Pen che dieci anni fa lo accolse nel suo gruppo ma l’alleanza con l’Afd non ha una ragione“. Dunque Salvini e Giorgetti ai ferri corti?

Salvini e Giorgetti ai ferri corti?

Il titolare del Mise dunque non ha esitato a “porsi in concorrenza con Salvini”. Sostenendo la tesi di sfidare l’Europa su un terreno nuovo. E meno insidioso di quello scelto dal leader del Carroccio. Ma nella Lega ogni spazio deve essere lasciato a Salvini. Anche per chi, come Giorgetti, avrebbe cose sensate da dire. I segnali di frattura sono inequivocabili. Il Ministro dello Sviluppo suggerisce prudenza al leader leghista, ma per il Carroccio agganciarsi al Ppe è inverosimile. La tensione nella Lega, dunque è alle stelle. Anche perchè il Capitano non ha gradito le bordate del suo vice. Ed è per questo che le ha cantate chiare a tutti. Dicendo: “Non si può andare avanti con questo picconamento continuo. Giancarlo deve dirci che cosa vuole da noi e che cosa vuole fare lui”.

Matteo Salvini leader indiscusso

Il segretario leghista si prepara ad affrontare un test importante. La conta alla conferenza programmatica della Lega che si terrà a fine anno. Con la partecipazione di ministri, governatori, parlamentari, eurodeputati. Intanto in serata ha convocato il consiglio federale per ribadire la sua linea politica. Aggiungiamoci che la coincidenza di questo clima con la scadenza del mandato del Presidente della Repubblica complica non poco le cose. Giorgetti, che i fedeli salviniani chiamano ”il ministro di Draghi” evoca il ricorso a un semipresidenzialismo de facto. Scatenando forti malumori nella Lega. In sostanza Salvini crede che Giancarlo Giorgetti voglia scalzarlo per fare il presidente del Consiglio.

Possibili mosse di Salvini

In pratica, se si volesse far restare Draghi il più possibile a Palazzo Chigi per poi promuoverlo al Quirinale, bisogna “sperare” che Salvini non tolga l’appoggio al governo. E che non faccia di tutto per staccare Forza Italia, dopo aver ritirato la Lega dalla maggioranza, prima delle nuove dimissioni di Mattarella. Pur di ottenere le elezioni anticipate. Che permetterebbero alle destre di eleggere il successore del Mattarella-bis. Tanto le materie su cui fare “agitazione” non mancano. Visto il successo dell’attacco alla ministro Lamorgese, ora punta tutto sulla abolizione del reddito di cittadinanza. Una mossa per gettare zizzania nel campo del centro-sinistra. Dato che si tratta della bandierina a cui i Cinque Stelle sono più affezionati e che il PD difende per ragioni di allenza.