“Salvatore Nocera. Un decennio di ritardo”

Bologna, Palazzo d’Accursio: prima personale postuma di Salvatore Nocera nella sua città natale.

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Bologna, Palazzo d’Accursio: prima personale postuma di Salvatore Nocera nella sua città natale.

 

“Sono sempre stato in ritardo, come minimo, di un decennio”. Così si legge in una pagina del diario di Salvatore Nocera, artista nato a Bologna nel 1928 da padre siciliano e da madre bolognese, il quale frequenta la Facoltà di Architettura di Firenze, rinunciando a  laurearsi, per poi seguire tra il ’52 e il ’54 l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove incontra Virgilio Guidi, suo grande maestro da cui è ben voluto e stimato al punto da avviarlo alla carriera dell’insegnamento all’interno del mondo accademico che, però, Nocera rifiuta per seguire un percorso artistico come scultore, seguendo i corsi di Ugo Guidi e Cleto Tomba, per dedicarsi successivamente alla pittura.

Nocera elabora uno stile pittorico estremamente personale, frutto delle sue eterogenee esperienze formative, in cui unisce la ricerca dell’ordine della pittura a lui contemporanea del gruppo milanese Novecento con la grande pittura italiana rinascimentale dei cicli veneti, dal tipico cromatismo lagunare,  e dell’ impostazione costruttiva di Piero della Francesca e di Masaccio, dalle figure piene e imponenti. A Parigi, dove l’artista prende in affitto uno studio e inzia a soggiornarvi per lunghi periodi sin dal 1959, Nocera viene a contatto con un fervido ambiente culturale da cui trae continuo stimolo per la sua arte, giungendo ad elaborare uno stile prossimo all’astrazione e traducendo gli epigoni della pittura impressionista francese in un espressionismo più attuale. Nel 1979 Salvatore Nocera torna stabilmente a Bologna, pur conservando lo studio parigino che lascerà definitivamente nel 2001, dove, dopo un periodo di crisi personale, dovuta al doloroso divorzio dalla moglie, e conseguente rallentamento sul piano artistico, incontra Felicia Muscianesi, nuova musa ispiratrice, che lo introduce nuovamente in una sorta di vortice intellettuale da cui l’artista trae nuova linfa per la sua pittura.

Gli ultimi vent’anni dell’attività di Nocera sono contrassegnati da una forte sperimentazione pittorica nel segno della matericità, dei collage e degli assemblage. Dalla fine degli Anni Ottanta inizia a lavorare ad un vasto progetto dal titolo Auvers, forse destinato al Museo di Castelvecchio di Verona, per il quale stava preparando una mostra personale su invito di Licisco Magagnato, poco tempo prima della sua scomparsa avvenuta nel 2008.

La mostra “Salvatore Nocera. Un decennio di ritardo” è un omaggio che la città di Bologna vuole rendere ad un suo artista dalle scelte stilistiche estremamente personali e lontane dalle mode del momento. Persona schiva e, per alcuni aspetti, insicura del proprio talento, al punto da arrivare a distruggere molti dei suoi lavori, Salvatore Nocera fu sempre animato da un grande desiderio di conoscenza sino ad arrivare a costituire una biblioteca di oltre 8000 volumi, che, in occasione della personale, verrà donata dagli eredi alla Biblioteca dell’Archighinnasio di Bologna. Una parte dei lavori, invece, verrà acquistata dal MAMbo- Museo d’Arte Moderna di Bologna – e dal Museo MAGI’900 di Pieve di Cento, entrando così a far parte di collezioni prestigiose.

 

 

 

 

 

La mostra è nata da un’idea di Mario Giorgi, autore che ha conosciuto Salvatore Nocera ancora in vita, ed è stata realizzata grazie a Eva Picardi e alla madre Felicia Muscianesi, eredi testamentarie dell’artista. Con il patrocinio del Comune di Bologna e della Regione Emilia Romagna, la mostra è promossa da Bologna per le arti, associazione culturale, senza scopo di lucro, fondata nel 1999 con la finalità di diffondere la conoscenza delle arti figurative tra Otto e Novecento, con una particolare attenzione all’area bolognese, organizzando mostre, conferenze e pubblicazioni per valorizzare la tradizione artistico – culturale del territorio.

 

 

 

 

Info: “Salvatore Nocera. Un decennio di ritardo”, mostra a cura di Elisa Del Prete. Palazzo d’Accursio – Piazza Maggiore n. 6 – Bologna – tel. 051/ 203040.

Dal 21 maggio al 23 Luglio 2017

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Inaugurazione venerdì 19 maggio alle ore 18,00

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