Salvator Mundi un falso? Un filmato fuga i dubbi

Dall'acquisto del dipinto nel 2005 all'asta record da Christie's, un'inchiesta sulla storia del dipinto

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Salvator Mundi un falso
Il dipinto leonardesco

Un documentario del giornalista francese Antoine Vitkine chiarisce la questione del Da Vinci perduto. Se ancora qualcuno considera il Salvator mundi un falso, il programma messo in onda nei giorni in Francia fuga tutti i dubbi. Il filmato si focalizza soprattutto sul principe saudita Mohammed Bin Salman che ha acquistato la tavola a 450 milioni $.


Ritrovata la copia del Salvator mundi di Napoli


Perché considerare il Salvator mundi un falso?

Il documentario fa riferimento alla mostra di Leonardo organizzata nel 2019 per i cinquecento anni della morte di Leonardo. Mohammed Bin Salman, ha inviato il dipinto al Louvre per esporlo all’evento, ma gli esperti non hanno confermato la paternità dell’opera. Infatti, i critici d’arte dei musei lo consideravano un lavoro di bottega del pittore fiorentino, non un quadro autentico. Il collezionista d’arte arabo per l’acquisto si è basato sull’opinione di Martin Kemp che poi è stata confermata dalle analisi della tavola.

La dimostrazione dell’autenticità

Antoine Vitkine negli ultimi due anni, dopo l’evento parigino su Da Vinci, ha voluto andare a fondo nella questione della firma del quadro. Così fa riferimento a un documento scritto dai curatori del Louvre sull’esame del dipinto, di cui parla Alison Cole di “The art newspaper” nel marzo 2020. La descrizione di 46 pagine illustra i risultati dell’analisi ai raggi x e infrarossi effettuata dal Centre for reasearch and restoration dei musei di Francia. La tavola di legno è in noce lombardo, supporto che il pittore ha utilizzato in altre opere. Il rapporto poi mette in evidenza le tracce di pittura nascosta sotto gli stati, i colori utilizzati e mescolati con vetro in polvere. Sono tutte caratteristiche della tecnica di Leonardo. L’opera è però danneggiata.

Il Salvator mundi dal 2005 nel mercato dell’arte

Realizzato intorno al 1500, il dipinto fa parte delle opere di un inventario della collezione di re Carlo I d’Inghilterra, databile dopo il 1649. Dal 1700, però, non si trovano più riferimenti alla tavola. Nel 2005 due commercianti d’arte di New York hanno notato l’opera in una vendita di New Orleans, e considerandola di valore, l’hanno acquistata. a 10.000 $. Poi l’hanno fatta pulire.

Il collezionista arabo nel filmato

Mohammed Bin Salman ha fatto salire l’asta per dimostrare la propria competenza nel campo dell’arte. Infatti, oltre a lui soltanto un bidder ha rilanciato le offerte per la tavola non considerata autentica di Leonardo. Si tratta di un collezionista di Gauguin, Cezanne e altri capolavori. Due anni dopo l’acquisto, l’estimatore arabo ha chiesto ai responsabili del Louvre di mettere l’opera accanto alla Gioconda per un definitivo riconoscimento. Tuttavia, i responsabili del museo francese non hanno certificano Salvator mundi, considerandola un lavoro dell’atelier di Da Vinci. A queste condizioni, il proprietario ha rifiuta di prestare all’esposizione il quadro che dal 2019 non si vede più in giro. La conferma della paternità leonardesca è arrivata poi l’anno successivo. Secondo alcuni il lavoro del pittore fiorentino si trova sul “Serene”, lo yacht del ricco appassionato d’arte. Potrebbe essere anche nella cassaforte di una banca o in un porto franco.

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