Salone del Libro di Torino. La svolta: fuori la Casa Editrice Altaforte

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Lagioia, Appendino e Chiamparino
Lagioia, Appendino e Chiamparino

La casa editrice Altaforte rimarrà fuori dal Salone del Libro di Torino, dopo che è stata presa la decisone di escluderla dalla manifestazione culturale che ha inizio oggi.

La svolta

Dopo una lunga trattativa tra il Prefetto, il Questore, il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, la Sindaco della Città di Torino Chiara Appendino e il Direttore del Salone di Torino Nicola Lagioia, si è deciso di lasciare fuori la casa Editrice Altaforte, vicina a CasaPound, in seguito alle polemiche createsi negli ultimi giorni sorte dalle dichiarazioni di dubbia legalità del suo responsabile, Francesco Polacchi. Quest’ultimo da parte sua, ha dichiarato che farà causa.

Infatti nei giorni scorsi, la Regione Piemonte, la Città di Torino, i soci fondatori del Salone del Libro; avevano chiesto all’associazione “Torino, la città del libro”, al Circolo dei Lettori e agli organizzatori di recedere dal contratto con la polemica casa editrice.

In diretta Facebook, Chiamparino, Appendino e Lagioia, hanno dichiarato che la decisione presa è stata una “scelta politica” per dare un segnale di inequivocabile vocazione antifascista della manifestazione tenendo conto anche del centenario della nascita di Primo Levi.

Halina Birenbaum

È stata propprio lei, Halina Birenbau, la scrittrice e poetessa di 90’anni, superstite da un campo di sterminio, ad essere l’ultima a negarsi di condividere lo spazio con l’editore Altaforte e determinare la svolta in questa polemica.

Birenbaum è nata a Varsavia e oggi vive in Israele, avrebbe dovuto presentare il suo ultimo libro “La forza della vita” all’interno dello spazio espositivo.

La scrittrice, non aveva comunque rinunciato alla possibilità di portare a termine gli impegni presi, ma si era offerta di farlo in un altro spazio messo a disposizione per lei all’esterno dei padiglioni.

Finalmente però non ci sarà bisogno di uno luogo alternativo. Birenbau inaugurerà al Lingotto il Salone così com’era previsto.

Il ritorno di alcuni ospiti

Il direttore del Salone, Nicola Lagioia ha dichiarato di aver chiamato Carlo Ginzburg e ZeroCalcare perchè tornino a partecipare al Salone, che sarà anche luogo di dibattito circa come si debbano combattere i neo-fascismi.

Lo scrittore Christian Raimo, da canto suo, ha dichiarato sul suo Facebook “ Non sono contento perché è una vittoria. Sono contento perché è un diritto.”

Si legge anche in un post del Salone del Libro di Torino: “Nel centenario della nascita di Primo Levi, la XXXII edizione del Salone del Libro ha presentato un programma culturale improntato ai valori di pace, accoglienza e ripudio di ogni fascismo, ogni odio etnico e razziale.
La casa editrice Altaforte, vicina a idee in odore di fascismo, ha acquistato uno stand che ha subito scatenatole reazioni sdegnate di scrittori, intellettuali, editori, lettori, e una parte consistente della comunità che ogni anno si raccoglie intorno al Salone.” Si dichiara che all’inizio erano prevalse le ragioni della “contrattualistica privata”, ma in seguito a alle dichiarazioni degli esponenti della polemica casa editrice e al diniego da parte dell’ospite Halina Birenbaum di partecipare al Salone “per tutte queste ragioni abbiamo deciso di revocare l’ammissione di Altaforte al Salone del Libro e la conseguente assegnazione degli spazi”.

Francesco Polacchi indagato.

Intanto, il responsabile della casa editrice Altaforte è indagato per apologia del Facsismo dalla Procura della Repubblica di Torino.

La polemica sembra avergli riportato notorietà ed egli stesso dichiara il “boom di vendite” sorte da questa vicenda e inoltre “Se mi dovessero arrestare, scriverò “Le Mie Prigioni” come Silvio Pellico. Prima però quoterò in borsa Altaforte…”.

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