Russia-Siria: Putin ha incontrato Assad a Mosca

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Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo siriano Bashar al-Assad si sono incontrati a Mosca a distanza di sei anni. L’incontro, tenutosi al Cremlino, ha visto Putin e Assad discutere di vari temi. Dall’amicizia tra i due paesi, fino alle manovre americane in Siria. Tra i due è stata confermata una solida amicizia che si ripercuote anche negli scenari di guerra siriana, in cui sono protagonisti i governativi, i gruppi islamisti e le forze americane.

Putin-Assad: cosa si sono detti i due leader?

Il viaggio di Assad è stato piuttosto inatteso. Il presidente siriano non incontrava a Mosca Putin almeno dal 2015. Ossia nel periodo cruciale della nota guerra siriana, iniziata quattro anni prima in seguito alle Primavere Arabe. Il presidente russo ha espresso la sua vicinanza al popolo e all’esercito siriano, confermando la cooperazione tra i due eserciti. Putin ha anche criticato espressamente i movimenti militari turchi e statunitensi presenti sul suolo siriano in quanto “illegali“, perché non hanno il permesso di essere lì dalle Nazioni Unite o dal governo.

Questo viola chiaramente il diritto internazionale e non ti consente di fare il massimo sforzo per consolidare il Paese“, ha detto il presidente Putin. “Solo un consolidamento di tutte le forze in Siria consentirà al Paese di rimettersi in piedi e iniziare uno sviluppo costante, andando avanti“.

Putin ha anche confermato di avere una strategia in comune con Assad per fermare il terrorismo presente nel territorio. Obiettivo primario è fermare i gruppi di opposizione in modo da liberare definitivamene la Siria. Parlando con Assad, Putin ha aggiunto che “i terroristi hanno subito danni molto gravi e significativi e il governo siriano, guidato da te, controlla il 90% del territorio“.

Assad ha risposto a Putin sentendosi onorato di tornare a Mosca. Il leader siriano ha elogiato i “risultati significativi” dei loro due eserciti, compreso il lavoro sul “ritorno dei rifugiati che sono stati costretti a lasciare le loro case e la loro patria“.


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