Russia: proteste contro le elezioni “truccate”

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Russia: calo record della popolazione

In Russia scoppiano le proteste contro le elezioni definite “truccate” dall’opposizione. Centinaia di persone si sono radunate a Mosca per protestate contro l’esito delle elezioni parlamentari. Il partito Comunista, organizzatore delle manifestazioni, ha riferito che le autorità hanno arrestato 60 attivisti.

Perché in Russia sono scoppiate le proteste?

In centinaia si sono radunati a Mosca per protestare contro le elezioni parlamentari russe che, secondo l’opposizione, sono state truccate. Sotto i riflettori c’è il voto online che, sempre secondo l’opposizione, sarebbe stato modificato per assegnare più voti a Russia Unita, il partito del presidente Putin. Il partito Comunista ha chiesto ai suoi elettori di scendere in piazza. Secondo quanto riportato dai media, circa 400 manifestanti si sono radunati nella capitale russa. Il partito Comunista ha riferito che 60 dei suoi attivisti sono stati arrestati prima della protesta, molti dei quali rilasciati dopo poche ore. Non ci sono stati arresti nel corso dellla protesta.

In Russia sono in molti ad affermare che le elezioni sono state oggetto di numerosi brogli. Il leader dell’opposizione Aleksej Navalny ha affermato che Putin ha falsificato i voti. Ma non è solo l’opposizione ad avere questo dubbio. Numerosi statistici hanno infatti messo in dubbio l’esito delle elezioni. Secondo l’analisi di statistici indipendenti, metà di tutti i voti espressi per il partito di Putin nelle elezioni parlamentari russe sono probabilmente fraudolenti.

La repressione dell’opposizione e dei media

Nei mesi precedenti alle elezioni il governo russo ha intrapreso una repressione dei leader dell’opposizione e dei media senza precedenti. Mosca ha designato l’organizzazione di Navalny come estremista e ha vietato a chiunque fosse associato al gruppo di candidarsi. Navalny ha puntato il dito contro le aziende tecnologiche come Google e Apple, colpevoli di aver soddisfatto la richiesta del Cremlino di eliminare l’app “Smart Voting” che promuoveva i leader dell’opposizione. Navalny, dopo la mossa dei Big Tech, aveva affermato: “Se qualcosa mi ha sorpreso nelle ultime elezioni, non è stato il modo in cui Putin ha forgiato i risultati, ma l’obbedienza con cui l’onnipotente Big Tech si è trasformato nei suoi complici”.

Mosca intende continuare la repressione

Mosca non ha tuttavia intenzione di cambiare rotta. Secondo le parole del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, la repressione contro l’opposizione potrebbe aumentare. Peskov ha infatti detto: “L’opposizione non sistemica (gli alleati di Navalny) ha attraversato una linea rossa qualche tempo fa. Quello che stavano facendo era usare provocazioni e tutti i metodi per cercare di fomentare disordini sociali. Naturalmente, qualsiasi autorità adotterebbe una posizione quanto più dura possibile. L’obiettivo è mantenere la stabilità nella società. Non c’è posto per l’illegalità e siamo pronti a costringere le persone a obbedire alla legge. Questo non è collegato alle elezioni della Duma. Questa è la nostra linea e continuerà ad essere la nostra linea”


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