Russia in aiuto al Tagikistan contro i talebani

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Mezzi lilitari russi nella base a Tagikistan

La Russia corre in aiuto al Tagikistan nella costruzione di un’altra base militare nel confine tagiko-afghano. La minaccia di una possibile estensione del conflitto nella regione è sempre più possibile. I talebani sfondano quasi tutte le line sbaragliando l’esercito regolare afghano.

Perché la Russia va in aiuto al Tagikistan?

Andrei Rudenko, vice ministro degli esteri russo afferma che “un accordo intergovernativo sulla fornitura di aiuti al Tagikistan per costruire un avamposto al confine con l’Afghanistan è nella sua fase finale”. L’esercito tajiko dopo la caduta dell’URSS è al suo minimo storico. Armamento e tecnologia ormani superati che paradossalmente è utile nel contesto di un attacco convenzionale. Gli eventuali attacchi mirati nel contenere i talebani in caso di sconfinamento sono gestiti dall’aviazione e l’artiglieri missilistica russa. Gli ultimi giorni regitrano grande affluenza di mezzi, armamenti e uomini. E’ una situazione molto rischiosa e senza preccedenti che rischia di incendiare l’intera regione. La Russia, in questa situazione si sta giocando la serietà. Non può permettersi un fallimento, ne va del suo prestigio come garante per la pace nella regione. Infatti, il ritiro statunitense e dei paesi NATO dall’Afghanistan ha come obbiettivo l’indebolire della Russia tramite una possibile destabilizzazione della regione.


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L’Afghanistan è in grado di gestire i talebani?

Dopo 20 anni in Afghanistan, le forze della NATO oltre a contenere i talebani e l’ISIS si occupano dell’addestramento e la preparazione delle truppe afghane. L’obbiettivo è quello di creare un esercito professionale e ben preparato. La NATO investe molte risorse finanziare e non, addirittura molte di più dei sovietici negli anni ottanta. Dopo il ritiro Usa e NATO i talebani non si sono fatti attendere. In circa 3 mesi riescono a controllare la maggior parte dell’Afghanistan. In un confronto con l’esercito regolare riescono ad avanzare costringendo lo sconfinamento di 1200 militari afghani nel vicino Tagikistan che battono in ritirata. Cosa che lascia sbalorditi molti esperti militari. Il Tagikistan rimanda indietro i militari afgani mentre il governo di Kabul organizza dei voli speciali per farli tornare. Gli esperti affermano che all’attuale governo danno massimo 6 mesi.

I talebani non vogliono il presidente Ashraf Ghani

I Talebani dicono che non ci sarà pace in Afghanistan finché il presidente Ashraf Ghani non sarà rimosso e non ci sarà un nuovo governo negoziato a Kabul. Il portavoce dei Talebani, Suhail Shaheen, ha detto che gli insorti termineranno i loro combattimenti quando un governo negoziato che sia d’accordo con tutte le parti del conflitto sarà stabilito a Kabul, e il governo di Ghani sarà rimosso. “Voglio chiarire che non crediamo nel monopolio del potere perché tutti i governi che (hanno cercato) di monopolizzare il potere in Afghanistan in passato, non hanno avuto successo”, ha detto Shaheen a The Associated Press. “Quindi non vogliamo ripetere la stessa formula”. La Russia segue con attenzione i sviluppi nel paese. D’altro canto, questa patata bollente va ad aumentare la tensione nel contesto della geopolitica globale. Di sicuro la Russia è preparata a gestire diverse scene di conflitto.