Russia contesta la carbon tax imposta dall’UE

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Russia contesta la carbon tax

Dopo che l’UE ha deciso di introdurre la carbon tax alle merci importate, la Russia contesta la decisione. Secondo Mosca, la nuova tassa mette in pericolo gli interessi nazionali della Russia e causerebbe una perdita annua di almeno 1,1 miliardi di euro. Mosca afferma che anche Washington sta pensando di introdurre una misura simile.

Russia contesta la carbon tax dell’UE?

L’Unione Europea ha annunciato che prevede di imporre una carbon tax alle merci importate per adempiere ai propri obblighi ai sensi dell’Accordo di Parigi sul clima. Tale decisione ha suscitato l’ira di Mosca, che ha affermato che rappresenta una minaccia per gli interessi nazionali della Russia. L’agenzia di stampa russa, RIA Novosti, ha riferito che la Russia non ha accolto con favore la decisione dell’UE. Mosca critica la decisione in quanto il blocco europeo rappresenta uno dei maggiori partner energetici della Russia. Un membro del Consiglio di Sicurezza della Russia, Aleksandr Abelin, ha affermato che anche gli USA stanno valutando una analoga regolamentazione nei confronti di Mosca, e questo minaccia ulteriormente la sicurezza del Paese.  

Cosa affermano gli analisti russi?

L’agenzia di stampa russa RBC ha presentato un’analisi in cui illustra l’impatto che un’eventuale carbon tax avrebbe sulla Russia. RBC ha stimato che le società russe esportatrici di ferro, acciaio e alluminio subirebbero una perdita annua di almeno 1,1 miliardi di euro. Secondo quanto riferito dagli analisti, le società russe non intendono pagare i costi per questa nuova tassa. Inoltre, la tassa potrebbe influire negativamente sul costo delle materie prime, che subiranno un aumento di prezzo nel mercato europeo. Il Ministero dell’Economia russo ha reso noto che l’eventuale carbon tax europea influenzerebbe il valore delle merci provenienti dalla Russia per un valore di 7,6 miliardi di dollari.

Quando verrà applicata la carbon tax?

La Commissione Europea ha reso noto che la nuova tassa sarà applicata gradualmente a partire dal 2026. L’obiettivo della carbon tax è quello di proteggere le industrie europee dai concorrenti esteri, i quali possono produrre a costi inferiori perché non sono tenuti a versare imposte per le emissioni di carbonio. L’UE ha riferito che la fase di transizione avrà inizio nel 2023 e si concluderà nel 2025. In questo periodo gli importatori esteri saranno obbligati a monitorare e segnalare le proprie emissioni di carbonio. Le società di import straniere dovranno acquistare certificati digitali in cui dovrà essere inserito il tonnellaggio di emissioni di anidride carbonica legato alle merci trasportate e esportate.


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