Russia: 120 arresti durante la Festa del Primo Maggio

0
972
Arresti in Russia

In occasione delle celebrazioni del Primo Maggio sono stati effettuati numerosi arresti in Russia in nove differenti città. Oltre 120, secondo alcune fonti, di cui 66 nella sola San Pietroburgo. I dati ufficiali e le informazioni in merito sono molto incerte anche per la reticenza da parte della polizia russa e la vaghezza delle comunicazioni fornite dagli organi ufficiali.

Aleksej Naval’nyj

Nella città baltica le manifestazioni per la festa dei lavoratori hanno rappresentato l’occasione per far sentire, più che altrove, la protesta nei confronti tanto del governo centrale quanto di quello cittadino. Contemporaneamente al corteo organizzato dal partito della Russia Unita guidato da Alexander Beglov, governatore di San Pietroburgo, accompagnato da alcuni sindacati, erano previsti anche quelli del partito comunista ed un terzo al quale hanno aderito vari gruppi democratici quali Yabloko, Open Russia, i gruppi a sostegno di Aleksej Naval’nyj. A questi si sono unite varie associazioni in difesa del movimento LGBT, libertari, anarchici e altri gruppi minoritari.

Da qualche settimana l’opinione russa sembra essere maggiormente critica nei confronti del governo di Mosca, soprattutto grazie al lavoro svolto da Naval’nyj, attivista, blogger e segretario del Partito del Progresso che in più occasioni si è opposto a Vladimir Putin e alla sua politica conservatrice e nazionalista. Il blogger è stato già più volte arrestato, ufficialmente con l’accusa di aver incitato il popolo a partecipare a manifestazioni non autorizzate, ma indubbiamente anche per le critiche mosse al presidente russo ed al suo operato. Dopo ogni processo ha trascorso in carcere alcune settimane, ma in più occasioni la Corte di Strasburgo ha poi condannato il governo russo a risarcire l’imputato.

Ksenia Sobchak

Oltre a dimostrare solidarietà e sostegno a Naval’nyj, durante le manifestazioni a San Pietroburgo si è anche più volte espresso il supporto a Ksenia Sobchak, candidata del Partito dei Cambiamenti contro Putin alle elezioni presidenziali dello scorso anno ed oggi in corsa, contro Beglov, per il governatorato di San Pietroburgo.

Manifestazione contro Putin

Se Sobchak e Naval’nyj sono stati i principali simboli di molte manifestazioni, pur nella diversità delle posizioni e richieste, le principali proteste sono state invece indirizzate a Vladimir Putin, uno “zar” che da oltre due decenni guida le sorti della Russia e che sembra essere diventato, per l’opinione pubblica nazionale, un freno per il reale sviluppo del paese ed un muro che divide la Russia dal resto del mondo. Dalle ricostruzioni della polizia sembrerebbe quasi che gli scontri siano partiti quando i primi cori contro il presidente hanno cominciato a farsi sentire tra i manifestanti. Le frasi riportate da alcuni quotidiani vanno da “Putin è un ladro” a “Neanche Putin è eterno” a “Vogliamo una Russia senza Putin”.

La manifestazione e gli arresti

In realtà dalla ricostruzione dei fatti fornita da alcuni manifestanti presenti, giornalisti e fotografi si viene a sapere che gli arresti sono cominciati quasi quattro ore prima dell’inizio della manifestazione, quando tre attivisti di “Vesna” (“Primavera”) e di Roman Samoilov del movimento “Protesta senza fine” sarebbero stati prelevati ed allontanati dalla polizia dalle sedi dei loro movimenti. La tensione è definitivamente esplosa quando, dopo aver fatto passare il corteo di Beglov e dei sindacati, la polizia ha bloccato l’accesso alla Prospettiva Nevskij alle altre due manifestazioni che hanno subito reagito con i cori contro il presidente russo. In quel momento la polizia ha cominciato a caricare la folla, a manganellare dei manifestanti già a terra e ad allontanare in stato d’arresto alcune persone. Tra loro il fotografo Georgy Markov, che ha fatto sapere di essere stato picchiato dalla polizia alle costole e alla nuca, Denis Mikhailov sostenitore di Naval’nyj, il deputato locale Maxim Reznik e altri rappresentanti di Vesna, Open Russia ed altri partiti o organizzazioni. Nel frattempo dal palco principale Beglov elogiava la politica del governo, le migliorate condizioni di vita dei lavoratori ed invitava tutti a celebrare nel migliore dei modi il Primo Maggio. Solo verso le 13.30 la tensione e calata e la polizia ha lasciato avanzare gli altri manifestanti verso la stazione Finlandia, come previsto alla vigilia delle dimostrazioni, fermando però il corteo nuovamente dopo poche centinaia di metri che questo aveva imboccato la Prospettiva Nevskij. Oltre a San Pietroburgo, teatro di numerosi arresti sono state altre nove città russe, in particolar modo Krasnodar, Kursk, Novosibirsk e Tomsk.

Una vecchia tradizione

Episodi del genere non sono una novità nel paese e gli arresti in Russia in occasione della Festa del Lavoro hanno dei precedenti anche negli anni precedenti. Lo scorso anno gli arresti 53, tutti nello stesso giorno. Quando alcune informazioni trapelano e l’opinione pubblica viene informata dei fatti, le azioni della polizia vengono spesso giustificate insinuando l’esistenza di un collegamento tra i manifestanti e cellule terroristiche ed adducendo questo pretesto, spesso, come ostacolo all’autorizzazione della manifestazione stessa.

L’informazione e l’opinione pubblica

Le violenze della giornata sono state in molti casi documentate o riferite, attraverso articoli su blog o riviste di controinformazione, come ad esempio ovd-info o attraverso l’uso dei social. L’eco all’estero è stata, tuttavia, molto limitata, soprattutto per gli scontri in Venezuela e per la contemporanea celebrazione del Primo Maggio in ogni parte del mondo. La ricerca di informazioni dirette o di opinioni su quanto sta succedendo in Russia in questi mesi o su quanto è successo nelle ultime ore ha portato a ben pochi risultati. Le persone che ho provato a contattare per ottenere maggiori dettagli erano spesso impegnate a festeggiare con amici o parenti, così che non è stata quasi necessaria un’eccessiva azione censoria da parte del governo perché la notizia di questi arresti in Russia venisse alla luce e diventasse di dominio pubblico.

La discussione sui social network

I social network sono così stati la principale fonte di informazione e dibattito nelle ultime ore su quanto accaduto. Il confronto ha presto assunto, anche a fronte di chiare immagini di violenza da parte della polizia, la tradizionale modalità, tipica di eventi come quello di ieri, dello schieramento contrapposto di differenti tifoserie calcistiche dove alla condanna dell’azione delle forze dell’ordine in divisa antisommossa e con i caschi oscurati faceva da contraltare la difesa degli agenti contro i provocatori dell’opposizione che vogliono sovvertire lo Stato russo.

Altri fatti di giornata

Tra le notizie di giornata, che hanno indirizzato e monopolizzato il dibattito pubblico ufficiale, intanto, emergono quelle relative all’“indaffarata penna di Putin”, che vorrebbe facilitare la concessione della cittadinanza russa ai cittadini russi che vivono nel Donbas o di quelli nati nell’ex-URSS ma che vivano oggi nello Yemen, in Afghanistan o in Siria, o il licenziamento del preside di Krasnodar che avrebbe schiacciato la testa di un alunno per terra per fargli baciare il “suolo russo che lo nutre ed innaffia” e che il ragazzo avrebbe dichiarato di odiare o ancora il dibattito anti-stalinista degli anni della Perestroika e della presidenza di Boris Yeltsin (trascurando la politica in Ucraina del tempo o il bombardamento contro il Parlamento).

Prospettive future

Ad oggi la situazione in Russia resta molto confusa. Da un lato abbiamo un governo, quello di Vladimir Putin che mantiene ancora un forte consenso tra la popolazione, a causa di un forte controllo dell’informazione, di un generale disinteresse degli affari dello Stato da parte di molti e di una tendenza generale dello spirito russo al conservatorismo. Dall’altro l’escalation delle proteste e degli arresti, l’intensificarsi della repressione e corrispettivo accendersi della contestazione di sempre più grandi aree della popolazione, sembrano essere il sintomo di un nuovo dinamismo politico e culturale in Russia e della sempre più sentita necessità da parte del popolo di un rinnovamento e di un cambiamento dello status quo. Al momento è tuttavia difficile poter pronosticare un esito a favore di uno o dell’altro di questi due schieramenti e forse solo le elezioni per il governatorato di San Pietroburgo il settembre prossimo.

Previous articleDaesh mette le tende in Afghanistan
Next articleAttentato contro i Cristiani in Burkina Faso
Sono Vittorio Musca, ho 39, sono originario di Torchiarolo, in provincia di Brindisi e vivo a Bologna anche se negli ultimi anni per studio o lavoro ho vissuto in Norvegia, Polonia, Repubblica Ceca e Germania. Ho conseguito due lauree. La prima in Scienze Politiche e la seconda in Lettere. Parlo inglese, italiano, spagnolo, tedesco e polacco. Mi piace leggere, prevalentemente classici della letteratura e della filosofia o libri di argomento storico, suono il clarinetto e provo, da autodidatta ad imparare a suonare il piano. Mi piacciono il cinema ed il teatro (seguo due laboratori a Bologna). Ho pubblicato un libro di poesie, "La vergogna dei muscoli, il cuore" e ho nel cassetto un paio di testi teatrali e le bozze di altri progetti letterari. Amo viaggiare e dopo aver esplorato quasi tutta l'Europa vorrei presto partire per l'Africa ed il Sud Est asiatico, non appena sarà concluso l'anno scolastico, essendo al momento impegnato come insegnante. I miei interessi sono vari (dalla letteratura alla politica, dalla società al cinema, dalla scuola all'economia. e spero di riuscire a dedicarmi a ciascuno di essi durante la mia collaborazione con peridicodaily.