Ruggero Rosfer e la rigenerazione del corpo femminile

Una mostra che propone i lavori dell'artista a una scultura dal titolo "Renaissance VI"

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Ruggero Rosfer
Ruggero Rosfer, "Renaissance VI"

Fabbrica Eos di Milano presenta dal 13 ottobre al 12 novembre nella sede di viale Pasubio la mostra Renaissance di Ruggero Rosfer. L’artista visivo proveniente dal mondo della fotografia di moda propone una rappresentazione simbolica del corpo femminile e indaga aspetti socio-culturali contemporanei. Curata da Benedetta Donato, la personale sarà inaugurata giovedì 13 ottobre a partire dalle 18.30.


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Quale concetto del corpo femminile propone la mostra di Ruggero Rosfer?

Il progetto Renaissance che dà il titolo all’esposizione si compone di 15 fotografie inedite a stampa giclée su carta baritata montata su dibond. Ideato dall’artista nel 2020, il lavoro è portato a termine nel 2022 negli spazi della Cooperativa scultori di Carrara. In una sequenza di immagini, una modella/attrice disegna e scolpisce il proprio corpo in un blocco di marmo fino ad amalgamarsi alla materia. Propone una moltitudine di raffigurazioni legate all’antico femmineo e orientate al divenire.

Rigenerazione e iniziazione

La Curatrice Benedetta Donato parla della mostra e dell’artista. «Ruggero Rosfer immortala una metamorfosi ciclica, non appannaggio di un’eredità atavica, ma frutto di un approccio di costruzione e rigenerazione profonda. Un nuovo rito di iniziazione, un risveglio interiore che muove dalla potenza di un sentire artistico preciso, capace di scolpire, plasmare la materia. Rende il supporto sottoforma di narrazione inedita, attraverso la commistione di linguaggi molteplici e differenti dimensioni. Dal disegno alla scultura fino alla fotografia e dalla bidimensionalità alla tridimensionalità. I punti di vista offerti, consentono di andare ben oltre la prospettiva ristretta e parziale, illusoria e portatrice di un’unica verità. Renaissance non è altro che rigenerazione, rinnovamento, riappropriazione del pensiero e della volontà. Partecipazione a qualcosa che è in noi e al di là di noi».

La scultura Renaissance VI

La mostra sarà completata da una scultura in bronzo nata dal dialogo di Ruggero Rosfer e il gallerista Giancarlo Pedrazzini. Grazie alle riprese 3D, alla predisposizione di un modello plastico e alla successiva fusione, verrà riprodotta in forma tridimensionale l’opera intitolata Renaissance VI. Ritrae la figura femminile nell’atto di scolpire il blocco di marmo. L’esposizione è accompagnata da un catalogo (progetto grafico e stampa RMT) con un testo critico di Benedetta Donato e un ricco apparato iconografico. Sarà visitabile fino al 12 novembre da martedì a venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30, sabato su appuntamento.

Ruggero Rosfer

Nasce a Milano nel 1969. Dopo il diploma di Maturità artistica, frequenta la Facoltà di Architettura al Politecnico cittadino. Nel 1996 si trasferisce a Londra e inizia a lavorare come fotografo di moda, collaborando quindi con diverse testate inglesi ed italiane. Nel 2005 è chiamato sul set de Il Mercante di Venezia per la regia di Michael Radford, dove ritrae Al Pacino, Jeremy Irons e Joseph Fiennes. Il lavoro è poi pubblicato in esclusiva da Vanity Fair Italia. Lo stesso anno si trasferisce a Pechino, iniziando una serie di collaborazioni, col giornalista Fabio Cavalera per alcuni reportage pubblicati dal Corriere della Sera e altre con testate cinesi di moda, Vogue, L’Officiel e Marie Claire.

Rosfer e Shaokun

Gli vengono inoltre affidati i ritratti dei campioni olimpici cinesi, chiamati a partecipare alle Olimpiadi di Pechino del 2009. Nel 2006 prende avvio un profondo sodalizio con l’artista cinese Shaokun. Nascono così progetti unici, in cui la fotografia raffinata di Rosfer si fonde perfettamente con la magistrale pittura ed incisione dell’artista. I lavori firmati dal duo sono presentati in anteprima mondiale nel 2008 presso la galleria milanese Fabbrica Eos di Giancarlo Pedrazzini.

La collaborazione con Telefono Donna

Rosfer realizza anche la campagna sociale per Telefono Donna. Divenuta oggetto di un controverso dibattito perché ritenuta un’immagine choc, la campagna è censurata dalle istituzioni, nonostante gli apprezzamenti da parte del pubblico femminile. I manifesti, numerati e firmati dall’artista, sono successivamente esposti nella galleria Fabbrica Eos e il ricavato delle vendite devoluto all’Associazione. Dalla fotografia originale nasce l’opera intitolata Senza parole. Nel 2012 viaggia in India per alcuni mesi, fotografa il Paese, attraverso le sue diverse caste sociali. Protagoniste del reportage sono le famiglie: dalle nobili dei Maharaja alle più umili della comunità degli intoccabili per restituire una visione della dignità umana. A Jaipur nasce quindi il lavoro Free to dream, composto da immagini e una video installazione ed esposto nel 2014 alla personale presso Fabbrica Eos.

Ruggero Rosfer e le campgne pubblicitarie

Negli anni firma diverse campagne pubblicitarie di successo. Nel 2013 è autore della comunicazione di bellezza per l’azienda Bionike Italia e dal 2016 lavora con l’agenzia Sportwide per alcune iniziative sociali promosse dall’UNHCR. Progetti che coinvolgono testimonial d’eccezione personaggi del mondo dello sport, Gianluca Vialli, Demetrio Albertini. L’attitudine poliedrica lo porta quindi a spaziare con la sua arte dal cinema alla musica. Spesso regista di spot, è inoltre autore della cover del singolo Generazione, interpretato dal cantante Francesco Tricarico. Il suo ultimo lavoro, Renaissance, composto da una serie di 15 fotografie e una scultura, è realizzato a Carrara, terra di cave e laboratori dedicati alla lavorazione del marmo. Attualmente vive e lavora a Milano.

Immagine da cartella stampa.