Rudolf Nureyev: il ballerino che affascinò il Mondo

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Quando si parla di Rudolf Nureyev si nomina l’eccellenza della Danza Classica. Il ballerino ha rivoluzionato l’immagine del danzatore ed ha creato un nuovo modo di intendere l’arte più bella ed emozionante dove il corpo umano è la tela su cui scrivere. La sua infanzia e adolescenza è stata molto difficile e il suo orientamento sessuale è stato aspramente osteggiato. Ma il suo straordinario talento è stato più forte di tutto e brilla ancora indelebile.


Ralph Fiennes ci presenta Nureyev


Rudolf Nureyev: il primo ballerino

Oggi 6 Gennaio ci lasciava il Grande ballerino Rudolf Nureyev, a causa di una malattia che ha lasciato un vuoto nel mondo della Danza. Rudolf vive il ventennio Settanta/Novanta da popstar: in lui arde il fuoco della danza, fidatissimo compagno di vita che lo ha fatto brillare sui palchi più importanti del mondo dandogli il coraggio di vivere sempre secondo la sua volontà. Il suo vortice relazioni di amore e di amicizia, prese di posizione e scelte artistiche: sul palco e nella vita privata mette al primo posto la passione, come nella preziosa amicizia con la ballerina Margot Fonteyn perfetta compagna nei duetti e prodigiosa collega nella ricerca coreografica.

Nureyev: la sua infanzia e adolescenza

Nato il 17 marzo 1938 su un treno in una regione del lago di Baikal durante un viaggio che la madre aveva intrapreso per raggiungere il marito a Vladivostock (che si era trasferito per ragioni di lavoro) comincia a prendere lezioni di danza all’età di undici anni da un’anziana insegnante, la signora Udeltsova che aveva fatto parte nientemeno dei leggendari “Ballets Russes” di Diaghilev (gli stessi che avevano collaborato con personalità artistiche del calibro di Stravinskij, Ravel, Matisse). Nel 1955 entra a far parte della prestigiosa scuola di ballo del Teatro Kirov di Leningrado e tre anni dopo è ammesso in compagnia. Durante una tournée in Europa, come molti artisti suoi compatrioti, chiese asilo politico alla Francia, per sfuggire all’oppressivo regime sovietico, alle sue imposizioni e gerarchie.

Rudolf Nureyev: la guerra fredda

Durante l’anno 1961 inizia la guerra fredda. La contrapposizione è basata sul precario equilibrio nucleare fra le due superpotenze allora vigenti, l’Unione Sovietica appunto e gli Stati Uniti d’America. In quel clima già rovente, quando gli anticomunisti non perdono occasione per denunciare le infami condizioni di vita instaurate nel paese del socialismo reale, si scatena un vero caso internazionale. Il suo nome finisce su tutti i giornali, non sempre per i nobili motivi legati alla danza, ma per quelli più terreni della politica e questo lo porta, volente o nolente, ad essere conosciuto da un più vasto pubblico.

La conquista dell’Occidente

Pochi anni dopo incanta l’Opèra di Parigi e tutti i teatri d’opera più importanti d’Europa e d’America, dando inizio a trent’anni di carriera fervente nei quali Rudolf si afferma fra i migliori danzatori mai esistiti. Ha accesso inoltre ad una rivoluzione interna al balletto: grazie alla sua presenza scenica imponente inizia a rivalutarsi il ruolo maschile nella danza classica, che oggi ha un’importanza infinitamente maggiore rispetto al balletto delle origini. Questo è possibile con la compagnia del Marchese di Cuevas, con il Balletto Reale Danese di Erik Bruhn e poi con il Royal Ballet di Londra dove fra l’altro instaura un celebre sodalizio con Margot Fonteyn, con la quale forma la mitica coppia destinata ad incantare il pubblico di tutti i teatri del mondo.

Rudolf Nureyev: un danzatore completo

La sua personalità ammaliante attrae collaboratori e colleghi di prestigio da tutto il mondo, con i quali interpreta i ruoli da protagonista dei balletti più importanti e firma nuove versioni delle coreografie, inserendo grosse novità a livello di passi e interpretazione, tanto che in alcuni casi vengono catalogati oggi come danza moderna. E’ questo il grande regalo che Nureyev. Nel corso della sua vita, Nureyev ha interpretato decine di ruoli, sia classici che moderni sempre con enormi potenzialità tecniche e di immedesimazione. Infine, non bisogna dimenticare che crearono per lui tutti i massimi geni della coreografia, fra i quali vanno annoverati Ashton, Roland Petit, Mac Millian, Bejart e Taylor.

I suoi amori

Sono numerosi gli amanti che lo accompagnarono nella vita, tendenzialmente uomini famosi e di grande spessore artistico: la sua omosessualità lo costringe da giovanissimo a un esilio forzato dalla Russia sovietica durato venticinque anni – circostanza che accolse piuttosto agevolmente e che forse accelerò il suo successo in Occidente. Fra gli amori ricordati con più tenerezza c’è quello con “Eddie”, così chiamava il “suo” frontman Freddie Mercury: la loro fu una relazione per lo più epistolare durata fino al giorno in cui Rudolf morì. Era malato da tempo di Aids, e quel 6 gennaio 1993 purtroppo il grande ballerino si è spento presso un ospedale parigino. L’arte della danza è come un arcobaleno dai mille colori dove solo un pittore e attore riesce a creare una storia irripetibile.

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