Rudolf Hess il nazista

L'infamia al banco degli imputati

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Rudolf Hess il nazista è stato forse il più ignobile nazista della storia. “Ho avuto la fortuna di vivere molti anni della mia vita al fianco di uno degli uomini più grandi che Il mio popolo abbia avuto. Sono felice ed orgoglioso di aver fatto il mio dovere come tedesco, come nazionalsocialista, come fedele al Führer. Non rimpiango niente. Se dovessi ricominciare, agirei nello stesso modo. Anche sapendo che alla fine della mia vita mi aspetta il rogo. Poco mi importa di ciò che possono farmi gli uomini. Comparirò davanti all’Onnipotente. E’ a lui che debbo rendere conto, e so che mi assolverà.

Rudolf Hess il nazista

Rudolf Hess il nazista

Non sta me giudicarlo o forse si? Potrei dire che un infame simile è stato avvistato non tante volte nella storia. In questo essere, spero dato al rogo della “Giudecca” il più infame dei gironi danteschi, c’è pura consapevolezza. Il suo non è solo un atto di sottomissione al demone Hitler, è una cosciente assunzione delle responsabilità della connotazione di tali atti.

Hess essere

L’uomo che abbiamo sul banco degli imputati è un abominio storico. I torturatori come gli assassini seriali, sembrano rinunciare alla loro umanità di base in cambio della sicurezza offerta dall’appartenenza a gruppi di potere. In tutto ciò la trasgressione e l’atrocità sono permesse, si ubbidisce a una presunta falsa legge che permette qualsiasi arroganza, e impostura. In questo caso l’agire sinistro dei torturatori è andato al di là del limite che impone la morte. Cercando di assicurarsi qualsiasi sicurezza ed a qualsiasi prezzo. Il torturatore non potrebbe esercitare materialmente la violenza senza trovare il modo di assimilarla alle cose più semplici. Quindi di alleggerirla, di deprivarla del suo senso specifico e della conseguente eccezionalità perversa, iscrivendola pertanto nella “routine”.

Rudolf Hess l’analisi psicologica

Uno dei passi centrali del processo di formazione del torturatore è il problema della desensibilizzazione. Per togliere qualsiasi sensibilità emotiva nei confronti della persona seviziata, massacrata e in fine dilaniata, le pratiche della tortura vengono trasformate in routine. Tutto ciò in modo che le reclute possano “apprendere ad amare la sofferenza”. Ma per poter diventare un abile torturatore è necessario “uccidere” l’ansia che sovente accompagna simili attività. Lo stimolo ansiogeno – l’atto di torturare – va neutralizzato sul piano emotivo, se non addirittura convertito in piacere o ragione politica e morale. Il primo passo per trasformare delle reclute inesperte in torturatori capaci è quello di addestrarle ad essere degli spettatori. Inizialmente le reclute entrano in contatto con il prigioniero senza agire la violenza, assumendo il ruolo di spettatori passivi mentre altri infliggono le torture. Un lungo processo di desensibilizzazione viene costruito su questi fondamenti attraverso una prolungata supervisione dei prigionieri. tutto fino a quando le reclute sono considerate pronte a partecipare direttamente alle atrocità. Tutto questo è stato commesso dal demone Hesse e Hitler.

L’esoterismo

Tutta la vita di Rudolf Hess è contrassegnata dal suo profondo legame con il mondo dell’occulto, anche dopo l’ascesa al potere del fuhrer, fino alla sua morte, avvenuta nel settantesimo anniversario di quella Thule di cui aveva fatto parte. Particolare risalto ha avuto pertanto anche l’ipotesi che Hess fosse in contatto con sette esoteriche inglesi, pronte ad aiutare il nazional-socialismo nei suoi propositi di pace separata. In questo inquietante quadro, spunta la macabra figura di Aleister Crowley, la Grande Bestia dell’Ordo Templi Orientis. Crowley avrebbe fatto parte dei personaggi in stretto rapporto con Rudolf Hess. Hess morì il 17 agosto 1987.