Rudolf Diesel: il giallo irrisolto della sua morte il 30 settembre 1913

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Rudolf Diesel è morto il 30 settembre 1913 a 55 anni.

Rudolf Diesel è passato alla storia per aver inventato il motore che porta il suo nome e che ha dato una spinta fondamentale verso lo sviluppo dell’intero settore dell’automotive. Tuttavia, in pochi sanno che dietro la morte dell’imprenditore tedesco, avvenuta il 30 settembre 1913 (aveva 55 anni), si nasconde un mistero che ancora oggi non è stato chiarito e sul quale ci sono diversi interrogativi che sembrano destinati a non avere alcuna risposta. L’improvvisa scomparsa del geniale ingegnere, infatti, potrebbe essere avvenuta in seguito a un suicidio oppure ad un intervento dei servizi segreti per motivi politici o militari.

Tutto ebbe inizio nella tarda serata del 29 settembre 1913 a bordo del piroscafo Dresden che stava navigando verso la costa inglese. Tra i passeggeri c’era proprio Rudolf Diesel che intorno alle ore 22 salutò l’equipaggio prima di andare a dormire. Il giorno dopo, siccome l’imprenditore non si era ancora visto, andarono a chiamarlo nella sua cabina: in mancanza di una risposta entrarono e trovarono il letto perfettamente intatto e il pigiama da notte in ordine come se non fosse mai stato indossato.

Diesel: la sua morte è ancora avvolta nel mistero.

Partirono subito le ricerche e un ufficiale trovò, abbandonati sull’imbarcazione, il cappello e il soprabito dell’ingegnere tedesco. Scattò subito l’allarme e in un battibaleno si diffuse la notizia del decesso di Diesel e si cercò di indagare sulle dinamiche della sua morte: le ipotesi furono quelle del suicidio o di un incidente fatale. Nel corso degli approfondimenti del caso emersero degli indizi che fecero propendere verso l’ipotesi che il 55enne avesse deciso di togliersi la vita. Sulla sua agenda, ad esempio, si scoprì che aveva contrassegnato il giorno 29 settembre con una crocetta.

Inoltre fu recapitata alla moglie una valigetta che conteneva alcuni documenti che comprovavano come, negli ultimi anni, l’imprenditore fosse ormai oberato di debiti e come non avesse ricevuto alcun aiuto per sanarli. Dunque si fece strada l’idea che avesse deciso di suicidarsi perché travolto da una serie di investimenti sbagliati e dal fantasma del fallimento.

La misteriosa morte di Rudolf Diesel e il sospetto sui servizi segreti

Fin da subito risultò difficile pensare che Rudolf Diesel potesse essere giunto sull’orlo della bancarotta, poiché si trattava di un uomo che già verso la fine dell’Ottocento aveva accumulato fama e ingenti ricchezze. Nato a Parigi il 18 marzo 1858 da genitori tedeschi, aveva studiato tecnica e meccanica presso l’Università di Augusta e ottenne una borsa di studio che gli consentì di iscriversi al Politecnico di Monaco di Baviera. Qui fu allievo del professor Karl von Linde, docente di termodinamica e degli impianti frigoriferi, che si accorse del talento del brillante neo-laureato.

Von Linde decise così di affidare a Diesel la gestione del suo stabilimento per la produzione del ghiaccio che si trovava a Parigi. Dopo essersi sposato, l’ingegnere nel 1885 aprì il suo primo laboratorio-officina. Ebbe così l’opportunità di approfondire meglio un dubbio che lo attanagliava già da un po’ di tempo: lo scarso rendimento dei motori a vapore o a combustione interna, e la possibilità di introdurre un nuovo meccanismo che garantisse un’accensione immediata ricorrendo solo alla combustione.

In un primo momento pensò di ricorrere alla polvere di carbone come combustibile. Il primo brevetto fu depositato il 28 febbraio 1892 e subito suscitò l’interesse delle grandi aziende. Tra queste, furono le tedesche MAN e Krupp a garantire a Rudolf Diesel i finanziamenti necessari per procedere con una seconda fase di sperimentazione. Il primo prototipo esplose ma, dopo vari esperimenti, si arrivò ad un modello di propulsore che era in grado di funzionare per quasi 90 minuti ad un ritmo di 88 giri.

Diesel: inventore del motore che porta il suo nome.

Da quel momento gli sviluppi del nuovo motore andarono avanti a ritmo serrato e nel 1897, al termine di un test, un cattedratico indipendente affermò che si trattava del miglior propulsore termico mai realizzato fino a quel momento. Il successo dell’invenzione dell’ingegnere tedesco fu immediato, infatti nel giro di pochi anni poté vendere le licenze in Europa, negli Stati Uniti e in Canada, diventando uno degli uomini più ricchi e stimati del mondo. A maggior ragione, appare alquanto improbabile che fosse stato capace di dissipare in poco tempo tutte le sue fortune per degli investimenti infelici.

Tutto ciò ha fatto pensare che possa esserci dell’altro dietro all’inspiegabile morte di Diesel. I suoi motori cominciarono a funzionare anche sulle navi e risultavano piuttosto efficienti per i sommergibili che, grazie ad essi, per la navigazione in superficie non dovevano più caricarsi di pesanti carichi di carbone. Intanto, nel 1911 Winston Churchill aveva ottenuto l’incarico di Primo Lord dell’Ammiragliato britannico e iniziò a valutare diverse strategie per far sì che la flotta del Regno Unito continuasse ad essere superiore a quella della Germania. L’obiettivo del politico inglese era quello di avere a disposizione delle imbarcazioni con motori a gasolio che potessero rifornirsi tramite delle apposite navi cisterna, evitando così che per i rifornimenti fossero costrette a rientrare in porto.

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Era quello un periodo storico piuttosto delicato con numerose tensioni che coinvolgevano la crisi dell’impero Austro-Ungarico, i problemi relativi all’Alsazia e alla Lorena, la «polveriera balcanica» e ovviamente anche la competizione Germania-Inghilterra per la supremazia in mare. In questo scenario – che ben presto avrebbe portato allo scoppio della Prima Guerra Mondiale – pare che Rudolf Diesel si fosse messo in viaggio per la Gran Bretagna per fornire una consulenza all’Ammiragliato britannico. Dunque, non si può escludere a priori che il suo decesso possa essere stato opera dei servizi segreti degli Stati rivali degli inglesi per evitare che Churchill, con la collaborazione dell’ingegnere tedesco, potesse ottenere un enorme vantaggio sugli avversari nel miglioramento della sua flotta navale.