Rubate oltre mezzo miliardo di mail; ancora allarme Deep Web

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Gli esperti informatici dell’azienda italiana Yarix, assieme alla collaborazione di D3Lab, hanno rinvenuto circa 24 GB di dati, tutti sotto forma di email con relative password senza crittografia, per un totale di più di mezzo miliardo di email rubate. Questi dati sensibili vengono chiamati sul Deep Web “dati Anti Public”, si presentano come 111 file in formato TXT e si tratta di email e password di aziende, istituzioni pubbliche, università e addirittura di forze armate e polizia.

Dalle informazioni che sono state fornite per ora, si tratterebbe di un archivio creato nel dicembre del 2016 e che sarebbe comparso solamente di recente sul Deep Web attraverso una piattaforma di iCloud russa; inoltre, in mezzo a questi dati rubati, vi sono anche molti dati italiani, come account istituzionali correlati alla Polizia, ai Vigili del Fuoco, ai Ministeri, alle città metropolitane, alle Università e agli ospedali di tutta la Penisola, ma non solo; si parla anche di furto di dati ancora più riservati, come account legati alla Casa Bianca, alle forze armate americane, al Parlamento e al Consiglio Europei. Secondo gli esperti che hanno tracciato e rinvenuto questi dati, si tratterebbe del più grande furto di dati digitali personali della storia del Web.

Mirko Gatto, CEO di Yarix, ha già dichiarato di essersi messo in contatto con il Ministero dell’Interno per la gestione dell’emergenza e, nel frattempo, gli “ethical hacker” di D3Lab continuano le ricerche sui file interessati, specialmente su quelli pubblici. Per controllare invece se la propria email è stata oggetto di attacco ed è stata sottratta da qualche hacker per poi essere diffusa, basta consultare la piattaforma “Have I been pwned”, la quale mette insieme tutte le informazioni su tutti i megabreach i cui dati si trovano nel Deep Web.