Rovigo – Barricati in casa , intervengono i reparti speciali

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Dopo 33 ore di trattative e prove di dialogo, si e’ risolto con un blitz dei carabinieri del Gruppo d’intervento speciale (Gis) il caso dei due fratelli agricoltori e della donna asserragliati in casa a Coste di Rovigo. La situazione si e’ sbloccata intorno all’1:30 della notte, quando gli uomini del Gruppo hanno fatto irruzione all’interno della cascina dall’ingresso principale e da una finestra del primo piano. Il blitz si e’ concluso nel giro di qualche minuto e i tre sono stati immobilizzati. Gianni Larin, 54 anni, e’ ora in carcere, in attesa rito per direttissima, per resistenza a pubblico ufficiale, evasione (dai domiciliari, ndr.) e minacce gravi. Il fratello Giuseppe e la donna sono invece in ospedale per una valutazione psicologica. I tre si erano barricati in casa dopo che Gianni Larin aveva scagliato un’ascia contro un contadino che lavorava nei campi vicino alla cascina, espropriati ai due fratelli che ancora ne rivendicavano il diritto di proprieta’. Era da tempo che i due agricoltori creavano problemi di ordine pubblico nella zona aggredendo a colpi di bastoni e forconi chiunque si avvicinasse ai ‘loro’ campi. Tanto che l’ultima aggressione costo’ a Gianni Larin l’arresto ai domiciliari (aveva attaccato con forcone e bastone 7 carabinieri arrivati dopo l’ennesima denuncia provocando a 2 di loro contusioni guaribili in 20 venti giorni). I militari l’altro giorno, avvertiti dall’operaio vittima dell’ultima aggressione, erano andati a Coste di Rovigo per ammanettare Larin. Da qui la reazione dei tre, che si erano barricati in casa minacciando persino di darle fuoco. Poi la lunga trattativa e infine il blitz dei carabinieri del Gis, decisi a intervenire dopo aver compreso lo stato confusionale in cui si trovavano i tre, che per convincere i militari a essere lasciati in pace erano arrivati a tirare in ballo presunti contatti con gruppi terroristici legati a Bin Laden e a Gheddafi, e anche il tritolo usato nella strage di Capaci. Nel blitz i militari hanno anche sequestrato 3 forconi, 2 asce, 2 mannaie e una vanga che i tre avevano posizionato vicino alla porta d’ingresso, presumibilmente per aggredire chiunque avesse varcato la soglia.